ROMA – "Crediamo che ci sia margine e spazio per riduzioni fattibili e sostenibili della spesa delle regioni". Ad affermarlo e' stato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, al termine dell'incontro con una delegazione dei governatori sulla manovra finanziaria. Tremonti ha sottolineato che i bilanci regionali "valgono 170 miliardi, dei quali 106 mld di euro per la sanita' e sulla sanita' non interveniamo, resta invariata". Se si tagliano 5 mld di euro all'anno su 170 mld questo vale solo il 3% ed e' un peso che ci sembra sostenibile".
Il ministro ha poi ricordato che "ci sono regioni che hanno sedi all'estero, missioni, grattacieli: ci sono cose che possono essere fatte oggetto di verifica ed economia". E il ministro si e' detto quindi aperto a "proposte e a ipotesi di studi e suggerimenti" visto che le regioni hanno chiesto la possibilita' "di formulare tagli alternativi su altri comparti". Ma, ha precisato, "non possono essere modificati saldi e soldi".
Nell'aumento della spesa per le pensioni di invalidita' "ci sono responsabilita' che vanno conteggiate" ha sottolineato Tremonti in conferenza stampa con i ministri dei Rapporti con le regioni Raffaele Fitto e della Semplificazione normativa Roberto Calderoli.
Il ministro ha sottolineato che da quando la competenza e' passata alle regioni c'e' stato un aumento della spesa delle pensioni di invalidita': "la spesa e' arrivata a 16 mld di euro. Ci sono soggetti che hanno avuto titoli non rispondenti alla realta' oggettiva". "Non c'e' Paese che dedica un punto di pil agli invalidi -ha aggiunto- e' giusto che qualcuno il conto lo paghi". Tremonti ha quindi sottolineato che se prima la spesa e' stata "eccessiva" ora e' giusto un "rallentamento".
Il ministro però ha aggiunto che "il decreto prevede dei numeri ma anche un patto che va fatto con le regioni nei prossimi mesi per rendere operativa la manovra". Tremonti ha assicurato "la massima disponibilita' a un lavoro comune per un patto che va fatto ma la situazione e' questa e discussioni simili sono in corso in tutta Europa tra governi nazionali e locali". Il ministro ha quindi ribadito che le regioni hanno chiesto la possibilita' "di formulare tagli alternativi su altri comparti" e ha ribadito l'apertura ad altre ipotesi ma a saldi invariati".
Un giudizio favorevole sulla manovra arriva da Bankitalia, che la giudica "adeguata a raggiungere gli obiettivi di indebitamento netto. ''Potrebbero essere necessari ulteriori interventi -spiega il direttore centrale Salvatore Rossi- qualora si presentasse uno scenario piu' sfavorevole''. Secondo Bankitalia sono giusti anche i tempi d'intervento: ''nelle nuove condizioni di mercato era inevitabile agire al piu' presto''.
La manovra però pone inevitabilmente alcuni rischi sul frronte della crescvita, avverte Bankitalia. ''A parita' di tutte le altre condizioni, nel biennio 2011-12 la manovra potrebbe cumulativamente ridurre la crescita del pil di poco piu' di mezzo punto percentuale, attraverso una compressione dei consumi e degli investimenti.' Gli effetti della manovra sui prezzi, spiega il direttore centrale della Banca d'Italia, Salvatore, Rossi, ''sarebbero invece trascurabili''.
La minor crescita economica, secondo Bankitalia, ''retroagirebbe sui conti pubblici determinando un maggior disavanzo nel 2012 valutabile in poco meno di 0,3 punti percentuali, che porterebbero il saldo di quell'anno a circa il 3% del pil''.
Sulal stessa linea l'analisi della Corte dei Conti, secondo cui ''l'impulso fornito dalla manovra alla crescita sara', come primo impatto, di segno restrittivo''. ''Effetti compensativi -spiega la magistratura contabile- potranno tuttavia verificarsi qualora il rafforzamento della fiducia sulla sostenibilita' dei conti e sul controllo della spesa si traduca in un piu' ordinato comportamento dei mercati''.
Articlolo scritto da: Adnkronos