ROMA – Le Regioni hanno deciso all'unanimità di mettere da parte la restituzione allo Stato, in polemica con i tagli della manovra, delle competenze trasferite dalla legge Bassanini e di confermare la fiducia nel dialogo con l'esecutivo per arrivare a una soluzione. E' quanto è emerso dalla riunione della Conferenza delle Regioni che questa mattina è tornata a discutere della manovra, nel giorno dell'approvazione al Senato.
Nel documento approvato da tutti i presidenti, le Regioni sottolineano che ''al fine di confermare l'unità piena della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome la decisione della riconsegna delle deleghe viene accantonata fiduciosi che il percorso delineato di confronto con il governo abbia un esito pienamente positivo''.
Ma non è un passo indietro, ha precisato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani. "Non rinunciamo a cambiare la manovra perché iniqua e insostenibile – ha sottolineato – vogliamo poi piena applicazione della legge sul federalismo fiscale e che ci sia piena corrispondenza tra deleghe trasferite e risorse". "Non rinunciamo in nessun modo al confronto con il governo", ha affermato Errani tornando a sottolineare la necessità di una "leale collaborazione" nell'intento di arrivare "a costruire un accordo". Le Regioni hanno fatto "una discussione – ha spiegato – e abbiamo trovato una sintesi: nessuno di noi vuole politicamente consegnare le deleghe ma abbiamo bisogno che alle competenze corrispondano le risorse". Si conferma, ha concluso, "l'unità della Conferenza delle Regioni in un momento così difficile e ciò è un valore". Resta, dunque, il giudizio negativo sul provvedimento. ''La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome all'unanimità conferma tutte le posizioni contenute nei documenti assunti in queste settimane sulla manovra finanziaria, che considera insostenibile per le ricadute sui bilanci regionali'', si legge infatti nel documento approvato all'unanimità. Quindi sollecita l'apertura, ''immediatamente'', di ''un tavolo per accelerare la piena applicazione del federalismo fiscale e costruire un percorso condiviso per riequilibrare la ricaduta dei tagli sotto il profilo quantitativo e qualitativo'' oggi previsti dalla manovra ''attraverso i successivi provvedimenti finanziari entro il 1 gennaio 2011''.
Dalle Regioni arriva anche la richiesta di ''dare immediato avvio ai lavori della Commissione straordinaria per la verifica dei costi di funzionamento di tutte le pubbliche amministrazioni'', ricordando che l'istituzione della Commissione è stata assicurata dal premier Silvio Berlusconi nell'incontro di venerdì scorso.
Per il governatore del Piemonte Roberto Cota, la riunione di oggi "è andata positivamente perché non si parla più di restituzione delle deleghe e si imposta un rapporto con il governo in modo costruttivo". "No – ha sottolineato Cota – al muro contro muro".
"Le regioni continuano a marciare unite", ha evidenziato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.
Intanto è arrivato questa mattina il via libera, con 170 voti favorevoli e 136 contrari, dell'Aula di Palazzo Madama alla manovra, con l'approvazione del maxiemendamento interamente sostitutivo sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia. Il decreto legge passa quindi alla Camera per la seconda lettura, con via libera definitivo atteso per il 29 luglio.
Articlolo scritto da: Adnkronos