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Manovra, oggi al Senato fiducia e voto finale sul maxiemendamento

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ROMA – Fiducia e voto finale. La manovra conclude oggi il suo iter al Senato. Le dichiarazioni di voto nell'Aula di palazzo Madama sul maxiemendamento sostitutivo della manovra sono fissate per questa mattina alle 9,30. Lo ha deciso ieri la capigruppo, riunita per stabilire gli orari dell'assemblea dopo la richiesta di fiducia posta dal governo. Il voto finale è atteso intorno alle 11,30.
La fiducia sul maxiemendamento, ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, al termine della discussione generale, viene posta ''attesa la straordinaria importanza che il governo attribuisce all'approvazione in tempi certi di questo provvedimento''. Il ministro ha sottolineato ''l'ampio confronto parlamentare che c'è stato in commissione e in questi giorni in Aula''.
Ieri, il relatore Antonio Azzollini ha detto che ''la manovra esce migliorata dal Parlamento'', ed è ''stata fatta in Parlamento su input del governo e grazie al confronto con le parti sociali''. All'interno del provvedimento, ha rilevato, ''ci sono provvedimenti di natura strutturale, che costituiscono per i nostri conti pubblici una vera stabilizzazione di medio-lungo periodo''.
Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, all'assemblea di Confcooperative, ha sostenuto che ''l'austerità è una necessità'', ed ha ringraziato ''chi ha avuto il senso di responsabilità di condividere il senso di austerity contenuto in questa manovra".

"Non possiamo limitarci a piangere sui danni causati dalla crisi economica, dobbiamo invece ricercare tutte le strade possibili per accelerare e consolidare la ripresa. Il governo sta facendo proprio questo", ha sottolineato da parte sua il premier Silvio Berlusconi in una dichiarazione diffusa dall'ufficio stampa di Palazzo Chigi.
Il maxiemendamento alla manovra accoglie quasi tutte le modifiche approvate dalla commissione Bilancio del Senato e introduce poche novità. Gli abruzzesi avranno 10 anni di tempo per restituire i tributi, sospesi in seguito al sisma. Circa 250 magistrati potranno essere assunti grazie all'incremento del contributo per i processi, si accorciano i tempi di riscossione dell'Inps e viene spalmato in tre anni il taglio delle risorse per i patronati.

Nessun colpo di scena sulle quote latte, con le rate delle multe che restano sospese fino al 31 dicembre. Nulla di fatto anche per le regioni, enti locali e province. Resta infatti il taglio inizialmente previsto dalla manovra; l'unica concessione fatta riguarda la modulazione, che potrà essere decisa in accordo tra governo ed enti. Ma si apre uno spiraglio alla possibilità di rivedere i tagli nel decreto previsto dal federalismo fiscale.
Salta la deroga al numero massimo di 20 alunni, per le classi con bambini disabili. E viene cancellato il taglio della diaria per i diplomatici nominati prima dell'entrata in vigore del decreto. Via anche le novità per il settore dell'autotrasporto, che erano state inserite nella bozza circolata martedì. Il personale dell'Isae e le risorse saranno assorbite non solo dal Mef ma anche dall'Istat. Cancellata anche la norma che consentiva ai professori delle università private che hanno raggiunto l'età per andare in pensione di restare al lavoro altri tre anni. E cancellate anche le risorse per il comitato atlantico, pari a 250.000 euro.
La manovra che uscirà dal Senato farà solo un breve passaggio alla Camera, dove entrerà il 26 luglio e dovrà essere licenziata entro il 29. Queste dovrebbero quindi essere le ultime modifiche che entrano nel provvedimento.
Ha rinnovato il giudizio negativo sulla manovra il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, per il quale il testo del maxiemendamento conferma che si tratta di un ''provvedimento all'insegna dell'iniquità''.

Intanto, è stata aggiornata a questa mattina la riunione della Conferenza delle Regioni (al centro della discussione anche la questione della restituzione delle deleghe) mentre il Pd ha annunciato iniziative di mobilitazione in tutta Italia per il 16 e 17 luglio.

Articlolo scritto da: Adnkronos