Arezzo – E’ diventato molto raro, in specialmodo ad Arezzo, città orfana di un teatro da moltissimi anni, ma alzando gli occhi sopra il frontone, prima di entrare per l’appunto in un teatro, poteva capitare di leggere “Castigat ridendo mores”, ovvero “corregge i costumi deridendoli”.
Una frase latina priva di soggetto, un soggetto diventato per così dire implicito e immaginato da Jean de Santeul, poeta latinista francese: a correggere i costumi deridendoli è il teatro stesso, con la commedia e la satira, le quali raccontando il ridicolo dei vizi e i difetti umani possono aiutare il pubblico a comprendere meglio la realtà.
Dal pieno Seicento di Jean de Santeul a oggi il concetto non è mutato.
“La satira” recita Wikipedia “è un’arte caratterizzata dall’attenzione critica alla politica e alla società. Ha l’obiettivo di mostrarne le contraddizioni, e di promuoverne un cambiamento”.
Più sintetico, Daniele Luttazzi che scriveva qualche tempo fa sul suo blog: “La satira deve essere un punto di vista e un po’ di memoria”.
Dario Fo ha spesso manifestato l’idea che “chi fa satira debba prendere sempre una posizione netta e farsi carico di ricordare al pubblico le malefatte degli uomini di potere ma non solo, in modo che nulla resti impunito, almeno nella percezione dell’opinione pubblica”.
Altrettanto sinteticamente Sabrina Guzzanti nel 2008 in procinto di esordire con il suo “Vilipendio Tour” ricordava che la “satira non deve porsi limiti”.
Tutti d’accordo dunque, sfumature a parte, su che cosa la satira debba essere e rappresentare.
A spaccare il panorama di vignettisti, disegnatori satirici e umoristi che affollano TV e giornali è da sempre però il come.
A porsi queste domande anche il disegnatore satirico Stefano Disegni che sarà ospite ad Arezzo sabato 20 novembre alle ore 17.00 nella splendida cornice dell’Auditorium del Museo d’Arte Medioevale e Moderna in via San Lorentino, 8 (info: 0575 409050).
“Il bunga bunga? Nemmeno io sarei riuscito ad inventarmelo” racconta Stefano Disegni, da sempre «fomentatore di professione» che si dice contento perché fa di mestiere quello che al liceo faceva di soppiatto sotto il banco e che odia essere definito «graffiante».
“La satira innanzitutto è divertimento” aggiunge Disegni “e poi nell’ideare il mio nuovo libro mi sono fatto guidare dall’attualità e dai fatti di cronaca che più avevano destato interesse; ogni striscia è infatti chiosata da un titoletto che fa riferimento al periodo. Da ultimo, ho tentato di far pensare, ma quello mi riesce sempre più difficile”.
L’ironia certo non manca al vignettista che annovera collaborazioni con diverse testate giornalistiche, ma quando è l’ora di parlare di cose importanti non si tira indietro: “L’esperienza de Il fatto quotidiano è esemplare e unica nel suo genere” continua.
“Questo quotidiano ha una caratteristica specifica: i suoi ideatori non sono editori palazzinari o mafiosi albanesi o che so io, ma giornalisti che hanno voluto dare risposta alla voglia di una buona fascia di popolazione di essere informata senza limitazioni. Si è partiti con il sistema degli abbonamenti e, ad un anno dalla sua nascita, vende 75 mila copie al giorno».
Tornando alle vignette Disegni ammette: “E' vero che faccio satira orientata a sinistra, e non so perché non esista, dai tempi di Guareschi o dello stesso Montanelli, una satira di destra di qualità. E' un peccato. Perché se ci fosse, sai quanto materiale avrebbero su cui lavorare?”.
Per un giorno, nella nostra città, entrando nell’auditorium del Museo d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo ed alzando gli occhi, potremo immaginare di leggere “Castigat ridendo mores” (INFO: 0575 409050)
Stefano Disegni ha pubblicato libri per Mondadori, Feltrinelli, Einaudi e Baldini e Castoldi.
Ha collaborato e collabora con varie testate giornalistiche, da Cuore (di cui è stato anche direttore nel 1998) a Ciak, dal Guerin Sportivo a Linus, dal Corriere della Sera a Il Fatto Quotidiano.
Il 22 luglio 2010 è uscita nelle librerie la prima collezione delle sue strisce, dal titolo Indemoniato!: in essa è contenuto tutto il meglio della sua lunga produzione: strisce caratterizzate da un'ironia precisa e sempre subdola e pungente.
La raccolta è arricchita da una prefazione scritta da Marco Travaglio.
Il 25 settembre 2010 ha ricevuto il premio come "Miglior disegnatore – vignettista" ai Macchianera Blog Awards.