Arezzo – La sala dei Grandi del palazzo della Provincia di Arezzo a ospitato oggi l'iniziativa regionale organizzata in occasione della "Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne". Durante la manifestazione, che ha visto la partecipazione di importanti esponenti nazionali, regionali e locali, sono stati illustrati i dati relativi al fenomeno della violenza di genere in Toscana. Dal 1 luglio 2009 al 30 giugno 2010, le richieste di aiuto pervenute ai Centri Antiviolenza della Toscana sono state 1.761, dato questo molto significativo se consideriamo che rappresenta quasi l’1% della popolazione femminile residente nella nostra regione. Questo numero è tuttavia ancora lontano da quello realmente relativo alla violenza di genere; si stima infatti che soltanto il 7% delle donne che subiscono violenza si rivolgono ai servizi o fanno denunce. Nella maggior parte dei casi si tratta di donne sposate, con età che va dai 30 ai 39 anni con un'istruzione medio-alta. Il dato rilevato in Toscana ci dice che più del 45% delle violenze viene dal coniuge e, a seguire, dal partner convivente, dall’ex coniuge e dall’ex partner convivente. Le denunce che le donne presentano alle Forze dell’Ordine riguardano invece violenze effettuate da aggressori o molestatori sconosciuti o conoscenti o addirittura datori di lavoro. Questo dimostra come la rete familiare sia un ostacolo psicologico per far emergere le situazioni sia di disagio che di violenza grave. A livello regionale Arezzo insieme a Pistoia sono le due province nelle quali sono riscontrabili le percentuali più alte di donne straniere che si rivolgono ai Centri Antiviolenza. Questo è possibile riferirlo, almeno per Arezzo, al fatto che il Centro Antiviolenza Pronto Donna gestisce per la Provincia di Arezzo il servizio contro la tratta e lo sfruttamento di stranieri e gli utenti di questo progetto sono quasi tutte donne. In Toscana tra le violenze segnalate, al primo posto si riscontra la violenza psicologica, poi quella fisica e a seguire quella economica. Al Centro di Arezzo invece vengono avanzate richieste di aiuto prevalentemente per violenze fisiche; meno numerosi sono i casi di violenza psicologica ed economica. La distribuzione del tipo di violenza è simile tra i casi esposti dalle donne italiane e da quelle straniere; nonostante ciò i fattori legati al fenomeno dell’immigrazione, alle caratteristiche culturali e alle difficoltà di inserimento fanno sì che la violenza economica abbia un maggior impatto sulle donne straniere rispetto a quelle italiane. "La nostra Provincia – spiega l'Assessore alle pari opportunità Carla Borghesi – si distingue inoltre per i servizi richiesti dalle donne. Se a livello regionale esse si rivolgono ai Centri Antiviolenza per avere prima informazioni generali sull’ assistenza psicologica e legale e successivamente manifestano il bisogno di essere ascoltate e di raccontare le loro storie di violenza, ad Arezzo tale realtà è ribaltata. Qui, infatti, le donne in primis esprimono l’esigenza di essere ascoltate e dopo chiedono di quali servizi si possono avvalere, dalla consulenza legale all’assistenza psicologica all’accoglienza abitativa all’accompagnamento alla ricerca di lavoro. L’esito del contatto con i servizi si risolve in più del 70% dei casi con la presa in carico della donna. Questo ci conferma che quando questa decide di chiedere aiuto ha già fatto un passo importante, una scelta cosciente, anche se dura, ma con una prospettiva, quella di uscire dal contesto della violenza". La Provincia di Arezzo durante questa settimana del 25 novembre ha promosso e organizzato iniziative volte a focalizzare l’attenzione delle cittadine e dei cittadini sull’importante quanto grave fenomeno della violenza di genere e sulle attività ed azioni che questo ente da moltissimi anni ha intrapreso, in stretta collaborazione con tutti i soggetti istituzionali e del privato sociale del territorio, per contrastarlo e per sostenere le persone che ne sono vittime. Martedì 23 a Sansepolcro è stata inaugurato lo sportello Ascolto Donna Valtiberina "Silvia Zanchi", mentre domani mattina presso l’ITC Buonarroti di Arezzo saranno coinvolti attivamente gli studenti delle scuole aretine. Il ciclo di iniziative si concluderà sabato 27 novembre, a San Giovanni Valdarno dove la Consulta delle Pari Opportunità comunale insieme alla Provincia ha organizzato, presso il Centro Geotecnologie, un dibattito con gli studenti degli istituti superiori sul fenomeno dello Stalking.