Port-au-Prince – Nelle strade è un ammasso di corpi e macerie, il passaggio è ostruito, ovunque l'odore del sangue. Bambini anche molto piccoli vagano da soli, storditi, disperati. Si cerca di contare le migliaia di vittime e si scava incessantemente per tentare di salvare i dispersi. E' l'inferno di Haiti, distrutta dalla furia del sisma. E' l'apocalisse di un Paese che non c'è più.
Migliaia di haitiani hanno passato la terza notte all'addiaccio e la disperazione per i soccorsi che tardano ad arrivare si diffonde tra la popolazione. Tra i corpi ancora disseminati per strada a Port-au-Prince, in attesa di essere caricati sui camion e trasferiti al General Hospital, nel punto di raccolta, molta gente circola con un fazzoletto davanti alla bocca per non respirare l'aria che si è fatta mefitica. Testimoni hanno riferito che la gente esasperata ha usato i corpi delle vittime del sisma per formare blocchi stradali, nella disperata protesta di chi chiede con urgenza acqua e cibo.
Secondo la Croce Rossa haitiana, nel sisma sono morte 45-50mila persone. Il presidente Rene Preval ha annunciato che 7mila corpi sono stati sepolti in fosse comuni.
"L'entità del disastro ha superato qualsiasi capacità", ha detto un rappresentante dell'Organizzazione mondiale della sanità, Paul Garwood. L'Oms ha sconsigliato la creazione di fosse comuni e la cremazione di corpi, poiché queste pratiche renderebbero più difficile l'identificazione delle vittime.
Tutto il mondo si sta mobilitando per questa terra, già piegata da povertà, calamità naturali e instabilità politica. Le comunicazioni sono quasi impossibili, la voce della tragedia arriva attraverso internet. Ad Haiti serve tutto: mezzi meccanici per gli scavi e la rimozione dei cumuli di massi e cadaveri, viveri e medicinali salvavita. Le epidemie di tifo e colera sono in agguato. Mentre banditi e sciacalli sono già entrati in azione.
Sul rischio di epidemie, ''certo il clima tropicale non aiuta", spiega all'Adnkronos Salute Francesco Blangiardi, presidente della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti). "Occorre intervenire immediatamente con sistemi di depurazione dell'acqua – avverte – altrimenti si rischia letteralmente il collasso". C'è il pericolo che si diffondano febbre tifoidea, colera, tetano e peste. I cadaveri sono ovunque e "occorre sotterrarli in fretta – avverte ancora Blangiardi – e coprire le fosse con la calce per evitare fenomeni di putrefazione".
Le Nazioni Unite hanno reso noto che le scorte alimentari accumulate ad Haiti prima del terremoto sono state "saccheggiate". "A questo punto stiamo cercando di dare alle persone il cibo che abbiamo nelle nostre mani", ha dichiarato una portavoce del Programma alimentare mondiale, Emilia Casella. L'agenzia dell'Onu ha inoltre informato che i sacchi di plastica per i cadaveri delle vittime del sisma sono finiti.
Nel sisma hanno perso la vita anche diversi ministri ed esponenti politici, tra cui il titolare della Giustizia, Paul Denis, e l'esponente dell'opposizione Michel Gaillard. E' morto anche il numero due della missione di stabilizzazione dell'Onu per Haiti (Minustah), il brasiliano Luiz Carlos da Costa.
Nella devastazione qualche bagliore di speranza. I soccorritori al lavoro a Port-au-Prince hanno estratto 23 superstiti dalle macerie dell'hotel Montana, dove risiedevano la maggior parte dei funzionari internazionali in missione ad Haiti. Tratto in salvo anche un bambino di due anni recuperato da sotto le macerie della sua casa a Port-au-Prince. Il piccolo, già diventato simbolo della speranza nella città rasa al suolo, è stato recuperato da un soccorritore spagnolo, che lo ha portato subito fra le braccia della madre.
Una nave militare italiana potrebbe salpare a breve alla volta di Haiti per contribuire ai soccorsi alla popolazione colpita dal terremoto, mentre è già arrivata la portaerei Usa 'Carl Vinson' con mille soldati e 19 elicotteri. Gli Stati Uniti hanno inviato altre sei navi, tra le quali tre unità anfibie dotate di elicotteri e una nave ospedale.
L'uomo incaricato da Barack Obama di essere "il coordinatore unico" della risposta americana al disastro ad Haiti è un medico 36enne di origine indiana. Rajiv Shah si era insediato da appena cinque giorni alla guida dell'Usaid, la cooperazione statunitense, quando martedì scorso è stato convocato alle 10 di sera nella Situation Room della Casa Bianca per la prima riunione per avviare quella che Obama ha definito "una delle più grandi operazioni umanitarie della storia recente".
Il governo dell'Avana ha acconsentito a mettere a disposizione il proprio spazio aereo. In questo modo i voli umanitari dei militari americani per evacuare da Guantanamo alla Florida le vittime del terremoto di Haiti potranno sorvolare l'isola di Cuba. Lo ha riferito il portavoce della Casa Bianca, Tommy Vietor. L'accordo raggiunto per ragioni umanitarie permetterà di ridurre la durata dei voli Usa che normalmente devono decollare e tenersi lontani dallo spazio aereo cubano, girando intorno all'isola prima di fare rotta verso la Florida.
Intanto Jean Bertrand Aristide, l'ex presidente di Haiti che vive in esilio in Sudafrica dopo le violente rivolte del 2004, si è detto pronto a ritornare per "aiutare nella ricostruzione" del suo paese.
Articlolo scritto da: Adnkronos