Cortona – Questo il commento dei responsabili FIMA, gli antiquari Teardo, Velona e Puglisi , rispettivamente presidente nazionale, vicepresidente e presidente del sindacato di Arezzo, che si sono alternati a battere i lotti posti in asta nel cortile di Palazzo Vagnotti che Cortonantiquaria ha messo a disposizione dell’iniziativa con una collaborazione attiva non solo logistica ma di tutto il personale.
Praticamente tutto è andato venduto, perché i pochi lotti rimasti non aggiudicati al termine della battuta d’asta, sono stati esitati a trattativa privata domenica mattina, in modo da non dover restituire pezzi ai donatori.
Il ricavato – i conti finali FIMA li farà a breve, ma sono più di 9000 euro – come annunciato, andrà interamente a l’Aquila, avendo la Federazione sostenuto tutte le spese ed essendo l’operazione fondata sulla generosità dei donatori e sul lavoro di tanti volontari.
Soddisfazione del preside dell’Istituto d’Arte Fulvio Muzi professor Domenico Evangelista , presente in prima fila e che prima dell’asta è intervenuto brevemente: ” Significativo che proprio dai mercanti d’arte arrivi questa donazione – la più consistente che l’Istituto ha avuto dal terremoto – per ripartire con un acquisto di libri d’arte per la nostra biblioteca. Sarebbe bello che – come accennano i dirigenti FIMA – la collaborazione non finisse qui.”
Si accenna infatti ad una ulteriore iniziativa di cui gli antiquari FIMA potrebbero essere il motore: quello della raccolta diretta di libri d’arte presso antiquari, artisti ed editori per rendere consistente la biblioteca. ” I libri non sono mai abbastanza in una biblioteca d’arte. Agli studenti dell’Istituto servono testi sull’arte antica, ma anche moderna e contemporanea, serve documentazione – quindi anche le riviste – su tutta l’arte e su tutte le tecniche di restauro perché tutto il loro studio si possa tradurre in lavoro. Certo che il materiale su cui potrebbero operare a l’Aquila è tantissimo.”
Riaccendere i riflettori su l’Aquila – anche se solo per un momento – dando una mano all’Istituto d’Arte è un obiettivo che FIMA ha raggiunto, dando il via all’inizio di ricostituzione della biblioteca andata perduta, così come perdute sono le attrezzature per l’oreficeria, il mosaico, l’affresco l’ebanisteria.
” Anche una piccola operazione come questa – rileva FIMA – per noi che siamo dislocati in decine di città diverse, ha avuto bisogno di tanta sensibilità e volontariato da parte di molti. E soprattutto di un pubblico – come quello presente – che ha saputo percepire la validità dello scopo.”
Fra donatori antiquari FIMA di Firenze, Bergamo, Parma, Roma, Sestri Levante, Milano, Alessandria, Modena, Torino, Arezzo, Napoli, a cui si sono uniti privati collezionisti e artisti di Roma e Arezzo.