BAGHDAD – Ancora sangue in Iraq alla vigilia delle seconde elezioni parlamentari in Iraq dalla fine del regime di Saddam, nell'aprile di sette anni fa. Sono sette i morti e almeno 50 i feriti dell'esplosione di un'autobomba a Najaf, città santa sciita nel sud dell'Iraq. Lo hanno riferito fonti della polizia locale, secondo cui la maggior parte delle vittime sono pellegrini iraniani che si stavano recando al mausoleo dell'Imam Ali.
"Un'auto imbottita di esplosivo è saltata in aria in un parcheggio dove si trovavano quattro autobus di pellegrini iraniani – ha detto all'agenzia di stampa Dpa una fonte della sicurezza – Sette persone, tra i quali 4 pellegrini iraniani, sono morte e altre 50 sono rimaste ferite: tra loro 37 iraniani".
Domani, dunque, si aprono le urne nel Paese. Diciannove milioni di elettori iracheni andranno a votare in circa diecimila seggi in tutto l'Iraq (un totale di circa 50mila sezioni) per il rinnovo del Parlamento di Baghdad in base alla legge elettorale del 2005, emendata lo scorso dicembre. Per le consultazioni, con il Paese suddiviso in 18 distretti elettorali, verrà utilizzato un sistema proporzionale "a lista aperta", che consente agli elettori di votare per un partito, ma di esprimere anche la preferenza per un candidato.
Il voto sarà monitorato da osservatori locali, fra indipendenti per lo più di organizzazioni non governative irachene e rappresentanti dei partiti. Circa 30mila sono gli osservatori che sono stati formati dalla Missione di assistenza all'Iraq delle Nazioni Unite (Unami), il cui personale monitorerà il voto in tutto il Paese. Oltre 80, fra organizzazioni internazionali e missioni diplomatiche, sono state invitate a osservare il voto.
Le operazioni di conteggio inizieranno nei seggi, dopo la chiusura, mentre il 'voto speciale' degli iracheni all'estero e degli sfollati interni verrà fatto nei centri provinciali a partire da lunedì. I risultati finali delle elezioni verranno annunciati solo dopo che la Commissione elettorale avrà esaminato tutti i ricorsi presentati e saranno certificati dalla Corte suprema federale. Entro 15 giorni dalla data in cui la Corte Suprema avrà convalidato i risultati del voto, il presidente uscente del Parlamento dovrà convocare una seduta della nuova Assemblea. Verranno quindi eletti il nuovo presidente e due suoi vice. Il presidente avrà poi 15 giorni di tempo per conferire alla persona indicata dalla lista uscita vincitrice dal voto l'incarico di formare il nuovo governo. Il premier incaricato avrà allora 30 giorni per mettere a punto la squadra del nuovo l'esecutivo. Se non riuscirà nell'intento si provvederà con una nuova nomina.
Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign