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Industria, fatturato -18,7% e ordini -22,4% nel 2009

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ROMA – Cali record per il fatturato e gli ordini dell'industria nel 2009. Nella media dell'intero 2009 sono crollati rispettivamente del 18,7% e del 22,4% rispetto al 2008: sono entrambi record negativi dal 2000. Lo comunica l'Istat.
Nel confronto con il mese precedente, comunica l'Istat, fatturato e ordini hanno registrato a dicembre un incremento dell'1,9 per cento, il primo, e del 4,7 per cento, il secondo. Su base annua, rispetto a dicembre 2008, fanno segnare rispettivamente un incremento dello 0,8% e del 10,1%.
Il fatturato è aumentato dell'1,5 per cento sul mercato interno e del 2,8 per cento su quello estero; gli ordinativi nazionali hanno registrato una crescita del 2,8 per cento e quelli esteri dell'8,4 per cento. Nel confronto degli ultimi tre mesi (ottobre-dicembre) con i tre mesi immediatamente precedenti (luglio-settembre) le variazioni congiunturali sono state pari a più 1,4 per cento per il fatturato e a più 5,1 per cento per gli ordinativi.
"Siamo nell'ambito di una crisi molto pesante, sono dati che già ci aspettavamo, che evidenziano che l'Italia è stata colpita duramente dalla crisi", ha commentato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. "C'è qualche miglioramento dei dati degli ultimi mesi – ha aggiunto – però siamo sempre nell'ambito di una congiuntura difficile dove i piccoli miglioramenti che si vedranno saranno comunque lenti".
Per il presidente di Confindustria "i prossimi mesi saranno ancora complessi. Noi, comunque, come Centro Studi stimiamo per il 2010 un +1,1% di crescita del Pil. E' chiaro – ha spiegato – che dopo un -5% del 2009 e un -1% del 2008 è un miglioramento non sufficiente. La scelta di non dare incentivi all'auto nasce anche dalla decisione di altri paesi europei e, tutto sommato, nasce anche con l'accordo della Fiat che parla di una politica industriale basata sull'innovazione e sulla ricerca".
"Noi – ha sottolineato la presidente di Confindustria – ci aspettiamo supporti ed incentivi ad altri settori altrettanto importanti per l'economia italiana e che stanno soffrendo molto. Servono le grandi riforme". "Il Paese – ha concluso Marcegaglia – soffre di una crescita troppo bassa. Dobbiamo tornare a trovare una capacità di crescita superiore anche rispetto a quella che avevamo prima della crisi".

Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign