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Il restauro del paramento murario della Fortezza di Arezzo

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Il restauro del paramento murario della Fortezza di Arezzo

AREZZO – Mentre i lavori proseguono, per il restauro del paramento murario della Fortezza è già tempi di resoconti e di verifica dei primi risultati.
Ecco il convegno, promosso per lunedì 19 luglio, dal Comune di Arezzo e dal Dipartimento Costruzioni e Restauro della facoltà di architettura dell’Università di Firenze.
I lavori, nella Sala Giostra del Saracino, inizieranno alle 9.30 con gli interventi del Sindaco Giuseppe Fanfani, dall’assessore ai lavori pubblici Franco Dringoli e del Soprintendente ai Beni APSAE, Agostino Bureca
La prima relazione, dedicata al ruolo e ai progetti del Comune di Arezzo, sarà di Mauro Senesi, Dirigente Area Servizi Infrastrutturali dell’Ente. Seguirà il professor Maurizio De Vita del Dipartimento Costruzioni e Restauro dell’ Università di Firenze che presenterà i restauri e i rinvenimenti alla Fortezza Medicea di Arezzo. Quindi gli interventi strutturali per il restauro saranno l’oggetto della relazione del professor Giacomo Tempesta, dello stesso Dipartimento. Infine Tommaso Sensini, restauratore Beni Culturali, si occuperà dei restauri specialistici del paramento lapideo della Fortezza di Arezzo.
Alle 11.30 ci sarà la visita al cantiere di restauro delle cortine murarie della Fortezza e alle parti già restaurate (Bastione della Spina e tratto Bastione Soccorso – Diacciaia).
“Questo convegno – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Franco Dringoli – è importante perché ci consentirà di fare il punto su un lavoro particolarmente complesso e vasto che interessa oltre 8.000 metri quadrati. Le mura della Fortezza hanno infatti uno sviluppo lineare di 700 metri e un’altezza che varia tra i 10 e i 12 metri. Oggi siamo in grado di verificare i primi risultati e cioè i tratti che vanno dal Bastione del Soccorso alla Diacciaia e il bastione della Spina. Lavoro vasto ma anche complesso dal punto di vista tecnico con indagini preliminari, messa in sicurezza, puliture, riempimenti, stuccature… E una questione culturale e scientifica di particolare interesse quale quella del tipo di intervento nelle zone delle mura crollate o distrutte”.