NUOVA DELHI – Il Dalai Lama si è rivolto oggi alle autorità cinesi perché gli permettano di recarsi nella provincia di Qinghai, teatro del sisma del 14 aprile che ha causato oltre mille morti. Il leader tibetano in esilio, che è nato proprio in questa provincia, non è più tornato in Cina da quando fu costretto a fuggire dal Tibet 51 anni fa.
"Per esaudire il desiderio di molte persone, sono pronto a recarmi di persona sul posto per offrire conforto", si legge in un comunicato del Dalai Lama diffuso a Dharamsala, in India, dove risiede il governo tibetano in esilio. L'area piu' colpita dal terremoto, al contea di Yushu, e' a maggioranza tibetana.
Nel comunicato, il Dalai Lama ha ringraziato le autorità cinesi e in particolare il primo ministro Wen Jiabao per lo sforzo profuso nel soccorrere le vittime del terremoto.
Sul fronte della cronaca, il bilancio delle vittime del terremoto è salito a 1.339 morti e 11.849 feriti. Altre 332 persone risultano ancora disperse, come ha reso noto Xia Xueping, portavoce dei soccorritori. Nella cittadina di Gyegu, una delle piu' colpite dal sisma, si sono svolte le cerimonie funebri di centinaia di vittime, che sono state cremate.