NEW YORK – La terra continua a tremare ad Haiti mentre si scava nella disperata ricerca dei sopravvissuti. Dopo la violenta scossa di magnitudo 7, che ha portato la devastazione nel Paese caraibico, si sono verificati altri piccoli e medi eventi sismici. Oggi intorno alle 12 ora italiana si è registrata una piccola scossa e poi ancora alle 17 c'è stata una scossa di grado 4.5, avvertita distintamente a Port-au-Prince.
Per i soccorsi è una lotta contro il tempo, in condizioni di estrema difficoltà organizzativa, logistica e infrastrutturale, per cercare di salvare i superstiti mentre è ancora impossibile un bilancio definitivo delle vittime (le autorità hanno provvisoriamente stimato almeno 200mila morti). Emergenza soccorsi dunque, ma anche sicurezza a causa della fuga dei detenuti dalle carceri distrutte dal sisma.
Il terremoto di Haiti ha posto le organizzazioni umanitarie dell'Onu di fronte a problemi mai visti prima. A sottolinearlo, parlando con la Dpa, è stata Elisabeth Byrs, portavoce dell'ufficio di coordinamento delle Nazioni Unite a Ginevra. "Per quanto riguarda i problemi logistici, non ci siamo mai confrontati con una situazione di questo tipo – ha affermato -. Non possiamo appoggiarci a nessuna infrastruttura pubblica e praticamente dobbiamo iniziare da zero".
Le equipe di Medici senza frontiere impiegate ad Haiti "hanno curato circa 2mila pazienti fino a questo momento". Per quanto riguarda la situazione generale, Msf spiega che "il centro di Port-au-Prince è assolutamente devastato. Le persone hanno iniziato a fuggire dalla città. I parchi pubblici e gli spazi aperti sono affollati di persone che hanno perso la loro casa o hanno paura di rientrare negli edifici. Ci sono meno vittime per le strade, poiché sono iniziate le operazioni per disporre dei cadaveri. La notte le persone dormono per le strade, pregano e cantano terrorizzate dalle scosse di assestamento. Il cibo inizia a scarseggiare".
Si lavora senza sosta all'ospedale pediatrico Nph San Damien, l'unico operativo nell'isola. Hanno operato fino alle 2 di notte i 7 medici italiani volontari della Fondazione Francesca Rava – Nph Italia Onlus arrivati ieri. I medici hanno subito eseguito 25 amputazioni urgenti e fornito i primi soccorsi a centinaia di persone.
E' arrivato anche un disperato appello ai governi stranieri perché accettino urgentemente gli orfani haitiani adottati da cittadini europei, canadesi, americani. A lanciarlo Dixie Bickel, direttrice di uno dei più grandi orfanotrofi di Haiti, il God's Littlest Angels (Piccoli Angioletti di Dio).
Attesa per domani la visita del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon che è riuscito ieri sera a parlare al telefono con il presidente haitiano René Preval, per la prima volta dal sisma. Il presidente haitiano ha riferito che il principale problema è ora il coordinamento degli aiuti umanitari internazionali, che continuano ad arrivare da ogni parte del mondo.
La mobilitazione internazionale, e il massiccio sforzo americano, non si fermano. I due ex presidenti americani Bill Clinton e George W. Bush hanno istituito un Fondo per i soccorsi ad Haiti (www.clintonbushhaitifund.org). "Siamo uniti con il popolo di Haiti che ha dimostrato una capacità di recupero incredibile, e li aiuteremo a riprendersi ed a ricostruire", ha dichiarato Obama a fianco dei suoi due predecessori, parlando nel Giardino delle Rose della Casa Bianca. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, stanno lanciando "uno dei più importanti sforzi di aiuto della loro storia". I tre presidenti hanno quindi esortato a fare donazioni per le vittime. "Sappiamo che i nostri sforzi a lungo termine non si misureranno nel giro di giorni o settimane ma in mesi ed anche anni", ha aggiunto Obama.
Intanto il segretario di Stato americano Hillary Clinton si è recata sul posto con Rajiv Shah, capo dell'Usaid, l'agenzia americana per gli aiuti allo sviluppo. Entro domani sera, poi, saranno già arrivati ad Haiti, o su unità navali al largo dell'isola, 10.500 militari americani.
Per quanto riguarda gli italiani, restano da contattare 13 connazionali. Per 3 di loro "si teme fondatamente il decesso", due funzionari delle Nazioni Unite e una persona rimasta sotto le macerie di un supermercato crollato. A fornire l'aggiornamento è stato il portavoce della Farnesina Maurizio Massari. Al momento continuano le ricerche dei nostri connazionali in ospedali, obitori e in tutti i punti dove è stata segnalata la presenza di italiani. Quanto al loro rientro, il numero di quanti hanno espresso il desiderio di tornare in Italia è di 14 persone. Verranno trasferiti a Santo Domingo nelle prossime ore dal C-130 atterrato a Haiti. Qui si imbarcheranno sul Falcon che li riporterà in Italia dove dovrebbero arrivare domani mattina.
Articlolo scritto da: Adnkronos