Home Attualità Economia Gratis i 730 ai lavoratori in cassa integrazione

Gratis i 730 ai lavoratori in cassa integrazione

0
Gratis i 730 ai lavoratori in cassa integrazione

AREZZO – Misura anti crisi per rispondere adeguatamente e concretamente alla delicata fase che le piccole e medie imprese del territorio aretino ed i propri dipendenti stanno attraversando,
I lavoratori dipendenti da aziende associate a CNA Arezzo che al momento della denuncia dei redditi (mod. 730) siano beneficiari di Cassa Integrazione Guadagni, Ordinaria, Straordinaria ed in deroga, possono rivolgersi agli uffici CNA per avere diritto alla compilazione ed alla trasmissione gratuita della dichiarazione (Mod. 730).
“Le cifre parlano chiaro – commenta Andrea Sereni, Presidente provinciale di CNA. Da maggio 2009 ad oggi in provincia di Arezzo sono state registrate 1.050 domande di cassa integrazione in deroga, pari all’11,9% di quelle regionali. I provvedimenti hanno interessato 3.509 lavoratori per un totale di 2.400.000 ore di cassa integrazione erogate”.
La sola CNA, dallo scorso anno al 31 marzo 2010, ha presentato domanda per conto di 647 aziende che hanno interessato un totale di 3032 dipendenti.
Delle 440 domande del 2009 il numero più consistente ha riguardato imprese operanti in Valdarno (162) seguite da quelle aretine (134). Colpiti dalla crisi in particolare il settore tessile abbigliamento calzature: 122 aziende per oltre 690 dipendenti e la metalmeccanica (110 imprese per circa 500 dipendenti).
Nei primi tre mesi del 2010 il numero delle aziende associate cui CNA ha fatto richiesta di cassa integrazione sono già 207 e interessano 1.078 dipendenti. Il numero più consistente ad Arezzo (68 aziende) ed il settore più esposto la metalmeccanica seguito dal tessile abbigliamento e dal settore orafo con 42 imprese e 183 dipendenti.
“Questi dati sono impressionanti – commenta Sereni. Ma è importante evidenziare come, nonostante la crisi e le pesanti conseguenze sul piano occupazionale, le piccole imprese resistano. Certo, la diminuzione dei posti di lavoro c’è stata, ma è dovuta soprattutto al blocco del turnover. Anzi, a differenza della grande industria, i nostri associati hanno dimostrato un’ostinata determinazione nel difendere a ogni costo l’occupazione, nel non volere mandare a casa i propri dipendenti, nel tentare di salvaguardare quelle competenze e quell’esperienza costruite nel corso di anni di collaborazione”.
Sereni sottolinea come nelle piccole imprese il rapporto tra datore di lavoro e dipendente va ben oltre i legami contrattuali, implicando un tacito patto di responsabilità, che spesso porta il titolare dell’impresa a condividere le difficoltà con i propri collaboratori.
“Siamo ancora all’interno di una lunga recessione che si sta rivelando più dura del previsto. I dati sono senza dubbio preoccupanti, ma per quanto riguarda il nostro settore, posso dire che si è fatto il possibile per mantenere inalterata la forza lavoro: siamo in presenza di un calo delle assunzioni amplificato dal sostanziale blocco del turnover. Turn-over che, nell’artigianato, per motivi strutturali, è particolarmente elevato, pari a circa il 30% degli occupati. La diminuzione dell’occupazione ha interessato principalmente le qualifiche più basse, da sempre caratterizzate da elevata mobilità interaziendale, mentre si registra una forte tenuta della manodopera specializzata, elemento qualificante dell’impresa di piccola dimensione. Abbiamo giocato in difesa. L’ampliamento e il rafforzamento degli strumenti di sostegno al reddito, unitamente alla volontà delle imprese di non privarsi delle risorse umane, hanno consentito una gestione meno traumatica, rispetto ad altri paesi, degli effetti della crisi. Il sistema degli ammortizzatori sociali, grazie anche all’importante ruolo svolto dagli enti bilaterali, ha consentito il mantenimento dell’attività per migliaia di imprese e, contestualmente, il sostegno al reddito di centinaia di migliaia di lavoratori. Ora dobbiamo guardare avanti, pensare a quale occupazione dopo la crisi e creare le condizioni per ripristinare il circuito virtuoso tra domanda e offerta di lavoro. A tal fine è fondamentale determinare politiche formative e di sostegno al reddito che risultino quanto più vicine alle necessità dei lavoratori e delle imprese”.