Roma – (Adnkronos/Ign) – Si va varso l'occupazione della Fincantieri di Palermo. Gli operai si dicono "insoddisfatti e scontenti" dell'esito dell'incontro con il prefetto Giuseppe Caruso. Per questo motivo hanno deciso, pochi minuti fa, di occupare lo stabilimento di Palermo. In un primo momento le tute blu avevano deciso di impedire l'accesso e l'uscita dei lavoratori, poi hanno cambiato idea decidendo di occupare direttamente le piattaforme dello stabilimento.
Tra scioperi e mobilitazioni, dunque, la protesta va avanti contro l'ipotesi di tagli alla produzione di Fincantieri. In una nota i sindacati riferiscono che ''a Riva Trigoso (Genova), l'altro cantiere oltre a Castellammare di cui Fincantieri starebbe progettando la chiusura, si è svolta in mattinata un'affollata assemblea".
''Iniziative di mobilitazione si sono svolte anche al cantiere di Sestri Ponente (Genova). Qui l'Azienda – secondo i sindacati – intenderebbe ridimensionare fortemente la propria presenza tagliando circa la metà degli attuale posti di lavoro''.
Intanto, dopo che ieri il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha annunciato la convocazione delle parti da parte del governo (''per rimettere nei corretti binari il confronto sul futuro della società), è stato fissato per lunedì 27 settembre l'incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm con l'azienda per avere chiarimenti sul piano industriale 2010-2014.
Ma all'indomani dell'annuncio del ministro, arriva la risposta di Maurizio Landini, segretario generale Fiom. "Noi non chiediamo a Sacconi nessun tavolo perché non spetta al ministro del Lavoro discutere di Finincantieri. Ci siamo rivolti al presidente del Consiglio che dovrebbe essere anche il ministro dello Sviluppo Economico -continua Landini a margine di un incontro a Milano- perché Fincantieri è un'azienda pubblica e bisogna discutere di un piano industriale per rilanciarla, come hanno fatto in Francia e in altri Stati". E quindi, "non c'è nessuna disponibilità a discutere di ridimensionamenti".
Ma è unanime il 'sì' all'incontro da parte dei sindacati. Anzi, Fim Fiom Uilm ritengono ''non più rinviabile un tavolo di confronto a Palazzo Chigi, oggi, ancora più urgente dopo le anticipazioni di stampa, su un fantomatico piano industriale che produrrebbe solo disastri'', ha detto il segretario nazionale della Uilm Mario Ghini intervenendo al convegno sulla cantieristica navale che si è tenuta in mattinata a Roma.
Cristina Ricci, segretario confederale dell'Ugl, dice che ''all'incontro con l'azienda di lunedì prossimo, al quale ovviamente parteciperemo, chiederemo precise indicazioni affinché gli operai vengano definitivamente tranquillizzati sull'ipotesi di chiusura, di esuberi o di ridimensionamento dei cantieri, anche per scongiurare il proseguire di proteste eclatanti'' sottolineando che ''fino ad oggi su questa vertenza si è perso fin troppo tempo''.
E la prospettiva espressa dal segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, non allegerisce. ''C'è un allarme occupazione. Altro che è tutto finito, il 2011 con quello che vediamo, si prospetta molto pesante per la Cig''. Il governo deve ''cambiare la politica economica'' facendo osservare che ai casi di crisi aziendali che vanno avanti da diverso tempo, come ''Termini, Vinylis, Eutelia e Merloni'' si sommano quelli ''di cui in questi giorni si parla''. Casi ''nuovi, da Fincantieri ad Alitalia, di cui però non sappiamo nulla''.
Articlolo scritto da: Adnkronos