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Fiat, sciopero delle tute blu di Termini Imerese

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PALERMO – Sciopero dei lavoratori della Fiat di Termini Imerese (Palermo) per dire no al piano di dismissione confermato anche ieri dall'amministratore delegato Sergio Marchionne da Detroit.
La produzione questa mattina è ferma nello stabilimento siciliano. Secondo la Fiom, l'adesione degli operai è totale. I delegati di Fim, Fiom e Uilm dalle 5 di oggi hanno presidiato i cancelli della fabbrica. Anche l'Ugl conferma ''la totale adesione dei lavoratori siciliani allo sciopero''. ''Il governo – ha detto il segretario nazionale Ugl Metalmeccanici, Giovanni Centrella – convochi il tavolo tecnico su Termini Imerese. Non c'è più tempo da perdere, l'azienda non può abbandonare questo stabilimento''.
Un migliaio gli operai della Fiat di Termini Imerese, ma anche dell'indotto e dell'Italtel, si sono riuniti per manifestare davanti a palazzo dei Normanni di Palermo sede dell'assemblea regionale siciliana. Le tute blu hanno raggiunto Palermo a bordo di pullman e auto private. I lavoratori Fiat protestano davanti all'Ars in attesa dell'inizio della seduta straordinaria del parlamento regionale prevista per questo pomeriggio e durante la quale si parlerà proprio della Fiat e dell'annunciata chiusura dello stabilimento siciliano a partire dal 2012. Gli operai hanno sistemato davanti all'Ars una bara in polistirolo con la scritta 'Fiat' e il simbolo di una croce. Numerosi gli striscioni con diverse scritte: 'Fiat come acronimo di furbi industriali abbandonano Termini', oppure 'Marchionne e Scajola cumpari senza parola' e ancora 'Riconversione industriale=chiusura totale'. Presenti anche alcune mogli delle tute blu preoccupate per la perdita di occupazione dei mariti.
Sono diversi i rappresentanti sindacali che partecipano alla manifestazione, tra cui il segretario regionale Fiom Cgil Giovanna Marano. "Speravamo che la Chrysler, ad operazione conclusa, diventasse un'azienda italiana. Invece, è la Fiat ad essere diventata un'impresa americana'', ha detto la Marano. ''Davanti all'assenza di soluzioni per Termini Imerese – ha aggiunto – non si può concedere alcuna forma di incentivo statale. E' su questo che la politica siciliana e nazionale possono fare leva. Se permane il disimpegno su Termini Imerese ribadito con forza nelle ultime ore si richiami la Fiat al tavolo di trattative a Palazzo Chigi per sancire le mutate condizioni del governo''.
E' stata la stessa sindacalista ad annunciare un incontro a Palazzo Chigi tra una delegazione di lavoratori Fiat e i capigruppo della Camera.

Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, parlando con i giornalisti prima dell'assemblea regionale a Bari, ha sottolineato: "Le parole di ieri sono molto pesanti. Continuo a insistere nel ricordare che solo due anni fa Marchionne aveva invece pensato non solo di mantenerla in vita ma anche di portare nuovi modelli a Termini Imerese".

Articlolo scritto da: Adnkronos