Home Attualità Fiat, Fini: ‘Marchionne ha parlato più da canadese che da italiano’

Fiat, Fini: ‘Marchionne ha parlato più da canadese che da italiano’

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Rovigo – (Adnkronos/Ign) – "Marchionne mi sembra che ieri abbia dimostrato, pur essendo italo-canadese, di essere piu canadese che italiano". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini oggi nel corso di un incontro con gli studenti al Teatro sociale di Rovigo commentando l'intervista di ieri a 'Che tempo che fa' in cui l'ad del Lingotto ha dichiarato che l'Italia è un peso per la Fiat.
"E' del tutto naturale che un top manager non italiano lo dica, ma è paradossale che lo dica l'amministratore delegato della Fiat: Fabbrica Italiana Automobili Torino, perché se la Fiat è un grande colosso lo deve al fatto che per grandissimo tempo è stato il contribuente italiano che ha consentito alla Fiat di non affondare".
Fini, dopo aver criticato la presa di posizione di Marchionne, ha spiegato: "Non mi meraviglio se un manager internazionale dice a noi classe dirigente 'attenzione non riusciamo più a stare nel mercato in una concorrenza così serrata'''. ''Non c'è dubbio che in Serbia il lavoro costa molto meno che da noi – osserva – . Ed è proprio per questo che l'Italia in questa fase di competizione globalizzata, per vincerla, non può puntare sulla quantità ma – conclude – sulla qualità".
Dalle colonne di 'Repubblica' anche il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani commenta le dichiarazioni dell'ad del Lingotto: "La verità è che Marchionne vorrebbe andarsene dall'Italia''. Per il segretario generale della Uil Luigi Angeletti "il nostro Paese per la Fiat rimane uno dei migliori mercati europei. Senza l'Italia – spiega ai microfoni di CNRmedia -, non vedo dove la Fiat possa costruire le auto da vendere in Europa".
Sul fronte politico, per Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, ''anziché polemizzare su una provocazione verbale di Marchionne, occorrerebbe concentrarsi sulla sfida di competitività a cui l'Ad Fiat giustamente ci richiama''. Sulla stessa linea il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, per il quale Marchionne chiama ''in causa i problemi veri con i quali tutti dovremmo confrontarci''. ''Ignorare o peggio polemizzare con una battuta paradossale quanto allarmata di Marchionne – aggiunge – significa far finta che i problemi non ci siano e che tutto possa continuare come nel passato''.
Il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Marco Reguzzoni, sottolinea in una nota: ''Quelle di Marchionne sono parole che rendono evidente la necessità per il nostro Paese di procedere velocemente verso riforme che rendano competitivo il nostro sistema economico''. ''Spiace però'', aggiunge Reguzzoni, ''che a pronunciarle sia il rappresentante di un'azienda, la Fiat che ha ricevuto da Prodi regali come l'Alfa di Arese – sigla che sta per Anonima lombarda fabbrica automobili – un patrimonio ora disperso''.
Dure critiche arrivano dal leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro che giudica ''offensive e indegne'' le parole di Marchionne. ''E' noto a tutti – spiega – che la Fiat ha sempre ricevuto denaro pubblico, così come è noto che è stata salvata, alcuni anni fa, dal sistema bancario italiano, e che la cassa integrazione attiva nelle fabbriche Fiat, da metà del 2008, è pagata dai contribuenti italiani''.

Articlolo scritto da: Adnkronos