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Feriti all’ospedale e 10 arresti, il bilancio degli scontri al derby

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Feriti all’ospedale e 10 arresti, il bilancio degli scontri al derby

ROMA – Non sono gravi le condizioni del tifoso romanista accoltellato ieri durante gli scontri dopo il derby Lazio-Roma e ricoverato al policlinico Gemelli di Roma. Il ragazzo, 22 anni, nella notte è stato sottoposto a un intervento chirurgico alla gola ma non è in pericolo di vita. Lo riferiscono fonti sanitarie.
Altri tifosi sono stati trasportati al pronto soccorso dello stesso nosocomio per ferite, contusioni o fratture riportate nei tafferugli ma non si sono registrate altre situazioni critiche. E' dovuto ricorrere alle cure mediche anche un carabiniere che negli scontri ha riportato una frattura.
E' di 10 persone arrestate e due denunciate il bilancio degli interventi della Digos. Gli agenti hanno anche sequestrato un vero e proprio arsenale di mazze, bastoni, accette, torce illuminanti, martelli, coltelli e caschi.
''Un grande successo dell'attività di prevenzione che ha riguardato diversi aspetti, attività che va avanti da oltre 10 giorni, seguendo e controllando delle persone, fatta ad opera della Digos e grazie all'impegno di tutti i colleghi dei commissariati che si trovavano allo stadio Olimpico, del reparto Mobile che ha fatto attività di bonifica e prevenzione intorno allo stadio e grazie all'attività di controllo portata avanti dal personale delle volanti e del commissariato di zona su tutte le auto parcheggiate intorno allo stadio – ha detto all'Adnkronos Lamberto Giannini, dirigente della Digos di Roma – A tutto ciò si è unita un'attività di intelligence della Digos che ha consentito di capire che un'auto, come tante altre controllate, era decisamente sospetta, più delle altre, e che andava portata via subito: questo ci ha consentito di trovare questo materiale pericoloso''.
Sono state effettuate tre operazioni distinte, ha spiegato Giannini durante la conferenza stampa tenutasi oggi in Questura, sottolineando che ''da diversi giorni ancora prima della partita avevamo segnali della possibilità di scontri tra le tifoserie, avevamo ricevuto l'allerta da parte dell'Aisi, di una forte tensione tra i gruppi più violenti delle due tifoserie''.
Da segnalare, inoltre, che durante i festeggiamenti, ieri sera poco dopo le 23 in piazza Re di Roma, un gruppo di dieci teppisti ha aggredito due pattuglie della polizia municipale. Il gruppetto stava festeggiando la vittoria della Roma insieme a un centinaio di persone, quando in dieci si sono staccati dagli altri per scagliarsi contro le auto di servizio dei vigili che sono state subito prese di mira dai teppisti: armati di caschi e bastoni, dopo aver circondato una prima macchina della municipale, che è riuscita a dileguarsi, successivamente si sono scagliati contro la seconda auto, sfondando con un casco il lunotto posteriore. Non ci sono stati feriti tra gli agenti della municipale.

"Ho parlato questa mattina con il ministro Maroni e il prefetto di Roma – ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno – Il campionato deve andare avanti nella sua regolarità. I violenti individuati e puniti. La squadra e il tifo non hanno nessuna responsabilità in quello che è successo". "Questa è la mia richiesta. Questo il mio giudizio – ha proseguito il sindaco di Roma – non sarò io a dover giudicare, lo farà la Lega Calcio ma, lo ripeto, è impensabile che si possa colpire la città di Roma e lo stadio per quello che è accaduto". Il sindaco Alemanno ha ricordato ancora che "c'è stata una grandissima mobilitazione di tutti gli organi di controllo. Anzi, se non ci fosse stato questo dispiegamento – ha proseguito – forse bisognava temere di peggio. Quindi nessuna sottovalutazione. Voglio sottolineare con molta chiarezza che non ci sono gli estremi per le squalifiche. Dovranno essere i violenti a pagare – ha auspicato – non la squadra né lo stadio o i tifosi".
A commentare la giornata anche lo stesso presidente della Lega Calcio, Maurizio Beretta. "Ieri non è andata molto bene, ci sono stati episodi anche gravi, ma non è giusto dire che il campionato sia ostaggio dei violenti" ha rimarcato Beretta a Radio Anch'io invitando a distinguere ''tra il tifo sportivo, che va incoraggiato, e i violenti, per i quali è giusto chiedere alle autorità maggiore severità e certezza delle pene. Non bisogna generalizzare, vanno individuate le responsabilità individuali".
Per Beretta, i violenti sono ''un fenomeno di minoranza, totalmente slegato dalla parte sana del tifo, che resta la maggioranza. E' un problema di ordine pubblico e delinquenza comune, senza contare che la maggior parte degli episodi accadono ormai fuori dallo stadio". "Stiamo lavorando su due fronti chiave – spiega il presidente della Lega Calcio – La 'tessera del tifoso' sarà lo strumento capace di consentire a chi ama veramente il calcio una maggiore facilità nell'accesso allo stadio. L'altro meccanismo è la persecuzione di queste frange violente, molto spesso a contatto con la criminalità comune, protagonisti di azioni ricattatorie contro la stessa società di cui dicono di essere dei sostenitori".
Sugli episodi che ieri hanno fatto da cornice al derby capitolino è intervenuto poi Gianni Petrucci, presidente del Coni. ''E' stata una bella giornata di sport, rovinata in parte da qualche incidente'' ha detto Petrucci che ha fatto i complimenti ''alle forze dell'ordine: il prefetto e il questore di Roma sono stati bravi''. ''Gli episodi sono accaduti fuori dallo stadio. Le colpe non sono delle società – afferma il numero 1 dello sport italiano – Sono fatti bruttissimi e fa bene il ministro dell'Interno a intervenire''.

Articlolo scritto da: Adnkronos