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Economia sommersa ‘produce’ 255-275 mld

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ROMA – Nel 2008 il valore aggiunto prodotto nell'area del sommerso economico è oscillato tra i 255 e un massimo di 275 miliardi di euro pesando sul Pil per un valore compreso tra il 16,3% e il 17,5% in leggera frenata rispetto al 2000 in cui denunciava percentuali tra il 18,2 ed il 19,1% e rispetto al 2001, anno record, in cui il sommerso ha raggiunto il suo picco più alto pari al 19,7%.
E sempre nel 2008, rileva l'Istat, erano circa 2 milioni e 958 mila le unità di lavoro non regolari (ula). Un esercito che rappresenta l'11,9% dell'input di lavoro complessivo nel 2008 e che raggiunge il 12,2% nel 2009 con 2 milioni 966mila non regolari.
L'Istat fotografa così il trend nel rapporto sulla 'misura dell'economia sommersa secondo le statistiche ufficiali' per gli anni 2000-2008. Economia che per il 9,8% è alimentata da sottodichiarazione del fatturato ottenuto con un'occupazione regolarmente iscritta nei libri paga, dal rigonfiamento dei costi intermedi, dall'attività edilizia abusiva e dai fitti in nero. Per il 6,5% invece è dovuta all'utilizzazione di lavoro non regolare e per un altro 1,3% alla riconciliazione delle stime dell'offerta di beni e servizi con quelle della domanda.
A livello settoriale, invece, l'evasione fiscale e contributiva è più diffusa nei settori dell'Agricoltura e dei Servizi, ma è rilevante anche nell'Industria. Nel 2008, infatti, nell'ipotesi massima, il valore aggiunto sommerso nel settore agricolo è pari al 32,8% del valore aggiunto totale della branca (9.188 milioni di euro), nel settore industriale al 12,4% (52.881 milioni di euro) e nel terziario al 20,9% (212.978 milioni di euro). Dati questi in forte aumento se comparati con quelli di inizio periodo quando in agricoltura risultava sommerso il 29,7% del valore aggiunto, nell'industria il 14% e nel terziario il 23,2%. A 'calmierare' i dati nel terziario è il settore pubblico, dove il fenomeno è assente: se infatti si considerasse la sola economia di mercato, al netto della Pubblica amministrazione, il peso del sommerso schizzerebbe al 20,6% contro il 17,5% calcolato sull'intera economia.
"Le azioni in corso contro il sommerso totale saranno via via rafforzate secondo le linee del prossimo Piano triennale per il lavoro che ha tra gli obiettivi quello di liberare il lavoro dall'illegalità e dal pericolo", ha commentato il ministro del lavoro Maurizio Sacconi. "I dati da un lato ci dicono che esso è diminuito nel corso del decennio, con una piccola eccezione nel 2009 dovuta al crollo del denominatore, ovvero del lavoro regolare, e dall'altro indicano ai decisori che esso si concentra nell'agricoltura, nell'edilizia e nei servizi di cura alla persona e alla famiglia", ha concluso.

Articlolo scritto da: Adnkronos