Home Sport Dopo il tonfo azzurro il Palazzo della politica tifa per l’Argentina

Dopo il tonfo azzurro il Palazzo della politica tifa per l’Argentina

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ROMA – Il Mondiale e' 'morto', viva il Mondiale. Anche dopo l'addio amaro degli azzurri, come usa dire, "the show must go on". Fra gli abitanti del Palazzo della politica nessuno sembra disposto a spegnere gli schermi. Anche se per la Nazionale non vale il detto relativo ai Pontefici (morto un papa se ne fa un altro), ognuno ha una squadra di riserva o, comunque, una compagine su cui far convergere i propri voti (augurali). Certo, quando gioca il Brasile, e' da non perdere. Non sono pochi a guardare con favore all'Inghilterra. Ma nella maggioranza sembra battere un cuore argentino. Sara' il tango, saranno le Pampas? Sara' il borgesiano fervore di Buenos Aires? Chissa'. Di certo, c'e' Messi, detto la 'pulga', ossia la pulce, e c'e', naturalmente, Diego Armando Maradona, el Pibe de Oro, emblema di gloria, caduta e riscatto.
Ecco Amedeo Laboccetta, deputato napoletano del Pdl. Dispiaciuto per la Nazionale azzurra al punto da sentirsi per una volta "grato verso Di Pietro: ieri a causa sua c'e' stata la seduta fiume sulla lirica, ma almeno ci siamo risparmiati il triste spettacolo della sconfitta". Ma allora, qual e' a questo punto la squadra per cui tifare? "L'Argentina. Non solo -spiega Laboccetta- per Maradona, che pure al Napoli ha fatto prendere due scudetti, ma anche per ragioni sentimentali e familiari: e' un Paese per meta' di italiani, tra i quali mio fratello, Armando, direttore di banca nella capitale, che era di casa da Juan Domingo e Evita Peron…".
Consenso (ovviamente al netto del peronismo) dall'opposizione, dove il bomber della nazionale dei parlamentari, Francesco Boccia (Pd), risponde deciso: "Non c'e' discussione. Tifero' Dieguito. Da junventino andavo al San Paolo per vederlo. Se nel calcio, come nella vita, il merito conta qualcosa, allora e' giusto che vada avanti la squadra di Maradona e Messi".
Politica e sentimento, ma non nostalgia nelle parole di un altro campano, Gennaro Malgieri: "Tifo Maradona e Argentina, non c'e' dubbio. E non soltanto per la memoria…". Clemente Mastella, leader Udeur, vanta un rapporto con Dieguito e quindi la sua squadra del cuore, a questo punto, e' una sola: "Sono amico personale di Diego Maradona, sarei contento di vedere la sua Argentina giocare la finale".
Per Paolo Russo, presidente della commissione Agricoltura della Camera, "non c'e' scelta: ancora una volta Maradona ci salva. Per la speranza e per il tifo. Cosi' ci sentiamo ancorta partecipi di questa grande kermesse mondiale".
Il finiano Pasquale Viespoli, sottosegretario al Lavoro, campano anche lui, la pensa diversamente: ''Tifo per il Brasile, perche' il Brasile e' il calcio…''. Inconsolabile, a dispetto del nome, Giuseppe Consolo: "Sono cosi' deluso dalla sconfitta della nostra nazionale che guardero' le partite del mondiale senza rimanere piu' coinvolto dal tifo".
Ma le sorprese non mancano. Alessandra Mussolini, che uno potrebbe immaginare tifosa dell'Argentina, invece tiene per la 'perfida Albione': ''Tifo per l'Inghilterra perche' mio figlio Romano va all'istituto Saint George. E poi perche' c'e' Capello…''.
Rossana Boldi, presidente leghista della commissione Politiche dell'Unione Europea, ammette: "Non credo che tifero' per altri". Nel senso che prima tifava per gli Azzurri? "Guardi che lo sport e' ancora un momento unificante in questo Paese…". Magari puntera' sulla Germania, che e' federale? "Non lo so. Certo, l'Argentina attira l'attenzione per via di Maradona. Credo che la terro' d'occhio insieme al Brasile…".
Piu' tecnico il parere del compagno di partito, Nunziante Consiglio, stopper della nazionale dei parlamentari e presidente della Nazionale Padania calcio: "Alla fine sono rimasto deluso per l'Italia, aldila' delle polemiche che ci sono piovute in testa. Ma per quello che ho visto, forse e' meglio cosi'. Ora? Faro' il tifo per lo slovacco Marek Hamsik", detto "Marechiaro" dai tifosi del suo Napoli ma ora nella leggenda della Slovacchia che ha cacciato i campioni del mondo: "Sarei contento se lui e la Slovacchia -dice Cosiglio- andassero avanti".
Il presidente del Roma Club Montecitorio, Paolo Cento, non ha un attimo di esitazione: "Maradona! Sto con la sua Argentina perche' ci ha riportato l'allegria nel calcio, perche' e' personalmente simbolo di umano riscatto dopo tutte le vicende che lo hanno tormentato, e per le parole chiare che sa usare. Penso che se l'Italia avesse avuto un po' di questa allegria, non sarebbe uscita da questo mondiale in modo cosi' indecoroso".
Armando Dionisi (Udc), presidente del Lazio Club Parlamento, guarda oltre Altlantico: "Esclusa la nazionale italiana non ho una squadra per cui tifare. Ho visto poche partite e la squadra che mi ha impressionato di piu' e' l'Argentina che puo' contare sul talento unico di Messi. Non conosco gli incroci ma la mia finale ideale sarebbe Brasile-Argentina. Considerato che le finaliste del 2006 Italia e Francia sono gia' uscite nella fase preliminare, mi sembra che calcio europeo sia in grande affanno e che questo possa essere il mondiale delle squadre sudamericane".
Cauto il presidente dello Juve Club di Montecitorio, Maurizio Paniz: "Non tifo altre nazionali, pero' mi piacerebbe vedere in finale l'Inghilterra perche' la considero una squadra molto matura, con giocatori esperti e di qualita'. Con un allenatore vincente. Un solo punto debole, il portiere". Impermeabile all'argomento il leader Idv, Antonio Di Pietro: "Tifo solo per la Fiat di Pomigliano…".

Articlolo scritto da: Adnkronos