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Devastante terremoto ad Haiti, migliaia di vittime

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PORT AU PINCE – Sono migliaia le vittime del devastante sisma di magnitudo 7,3 della scala Richter che ieri intorno alle 23, ora italiana, ha colpito Haiti. L'epicentro è stato localizzato a 15 km a sud-ovest della capitale, Port-au-Prince. Si sono registrate una decina di scosse che hanno raso al suolo la città : decine i palazzi crollati a Port-au-Prince, tra cui il Palazzo presidenziale, la sede dell'Onu e un ospedale.
L'edificio principale del quartier generale delle Nazioni Unite, dove si trovano ogni giorno tra le 200 e le 250 persone, è crollato. Tra le vittime – ha reso noto il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner – il capo della missione di pace delle Nazioni Unite ad Haiti, il tunisino Hedi Hannabi, rimasto ucciso, insieme a tutti coloro che si trovavano all'interno dell'edificio. Deceduti anche otto caschi blu dell'Onu di nazionalità cinese, mentre altri 10 peacekeeper di Pechino risultano dispersi, e tre militari giordani che partecipavano alla forza di peacekeeping ad Haiti.
Secondo le testimonianze nella città vi sono cadaveri per le strade e si scava con le mani sotto le macerie per salvare le persone rimaste sepolte. Almeno 200 risultano disperse dopo il crollo di un albergo di lusso che si trovava nei pressi del quartiere generale dell'Onu.
Molte chiese di Haiti sono state danneggiate dal sisma e la cattedrale di Port-au-Prince è stata distrutta, secondo quanto ha riferito al 'New York Times' padre Reginald Jean-Mary, parroco di Notre Dame di Haiti a Miami.
Sciacalli e gente affamata hanno preso d'assalto i supermarket rimasti in piedi dopo il sisma. Non ci sono mezzi, né luce e sono difficilissime le comunicazioni. "Le reti di telefonia mobile non funzionano e le strade sono gravemente danneggiate", sottolinea Medici Senza Frontiere "estremamente preoccupata per l'incolumità dei propri pazienti e del proprio staff".
Potrebbe però riaprire nelle prossime ore l'aeroporto di Port-au-Prince, fondamentale per permettere l'arrivo degli aiuti umanitari sull'isola distrutta. "L'aeroporto della capitale – ha riferito il ministero della Difesa del Brasile – è rimasto chiuso tutta la notte e la sua riapertura dipenderà dal risultato di un'ispezione che dovrà essere condotta dalle autorità per verificare lo stato della pista di atterraggio e di quella di decollo".
La Farnesina sta verificando, con l'ambasciata di Santo Domingo, l'eventuale coinvolgimento di italiani . Un'operazione resa molto difficile dall'estrema difficoltà delle comunicazioni a seguito del terremoto. ''Al momento non abbiamo segnalazioni di italiani coinvolti'', ha detto il capo dell'Unità di crisi della Farnesina, Fabrizio Romano, sottolineando che ''questo non vuol dire che nelle prossime ore ci arrivino altre informazioni''.
Lo stesso Romano ha spiegato che dai dati dell'anagrafe consolare risultano ''182 italiani residenti ad Haiti, più 12 persone che si sono iscritte al nostro sito 'dovesiamonelmondo'. Di questi 12 iscritti, ha precisato il responsabile dell'Unità di crisi, ''9 risultano ancora ad Haiti, 7 sono in salvo, stiamo cercando di contattare gli altri 2''. Romano non esclude però "che ce ne siano altri che non si sono né registrati al consolato né al nostro sito".
Fra gli italiani che risultano iscritti all'anagrafe consolare "ci sono religiosi, con cui abbiamo già stabilito un contatto, tecnici", come quelli della ditta Ghella che non sono stati coinvolti dal sisma, "e il capo della delegazione dell'Unione Europea" a Port-au-Prince, ha precisato ancora. "Il quadro resta tuttavia difficile", ha sottolineato, riferendo che si "sta lavorando ad un punto di raccolta" degli italiani che si trovano ad Haiti.
Intanto è scattata la macchina dei soccorsi. Il Dipartimento della Protezione Civile in stretto coordinamento con il ministero degli Affari Esteri, con il ministero della Difesa e con la Croce Rossa Italiana, sta organizzando in queste ore un primo team di intervento per il soccorso alla popolazione di Haiti. ''Nella giornata di oggi – annuncia in una nota lo stesso Dipartimento – è prevista la partenza di un C130 della 46° Aerobrigata che porterà nell'isola caraibica un ospedale da campo ed un team sanitario specializzato in medicina di emergenza''.
Della squadra, ha precisato il capo dell'Unità di crisi della Farnesina Romano, farà parte ''un funzionario dell'Unità di crisi, che ci permetterà così di avere un'antenna diretta per gestire al meglio la sicurezza dei nostri connazionali''. Romano ha poi rilanciato le parole del ministro degli Esteri Franco Frattini secondo cui ''l'Italia non lesinerà alcuno sforzo negli aiuti, coordinandosi con gli altri Paesi''.
Si mobilita anche l'Unione europea. Questa mattina a Bruxelles l'alto rappresentante della politica estera dell'Ue Catherine Ashton ha convocato una riunione d'emergenza dell'esecutivo Ue. Immediata la decisione di stanziare subito 3 mln di euro di aiuti per il Paese caraibico, grazie alla procedura veloce che si attua in questi casi.
Dagli Usa il presidente Barack Obama ha chiesto allo staff della sicurezza nazionale di varare "una campagna di aiuti tempestiva, massiccia e coordinata". Mentre Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha annunciato un primo stanziamento di "10 milioni di dollari" da parte del Centro d'emergenze del Palazzo di Vetro.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign