Home Attualità Salute Defibrillatori a bordo campo per evitare le morti nel calcio

Defibrillatori a bordo campo per evitare le morti nel calcio

0
Defibrillatori a bordo campo per evitare le morti nel calcio

Arezzo – Dotare i centri sportivi di defibrillatori semiautomatici, incrementando la presenza di personale qualificato per garantire un rapido soccorso. E’ questa la ricetta che Regione Toscana, Aziende sanitarie, Federazione Italiana Gioco Calcio e Lega Nazionale Dilettanti hanno messo a punto per cercare di ridurre le morti improvvise, dovute a un arresto cardiorespiratorio. Un fenomeno rilevante, con un’incidenza pari a uno ogni mille abitanti e che, in Italia, ogni anno, causa la morte di circa 60.000 e dalle 300 alle 320 nella nostra provincia: tra di esse vi sono molti anziani e cardiopatici, ma non sono pochi anche i giovani e gli sportivi.

“L’opinione pubblica accetta con difficoltà che un atleta possa essere vittima di un arresto cardiaco – afferma il direttore generale della Usl Enrico Desideri – perché nell’immaginario collettivo è considerato un simbolo di salute. Tuttavia, anche recentemente, la storia dello sport, sia dilettantistico che professionistico, è stata tragicamente punteggiata da morti improvvise, anche nel calcio. Basta pensare che su 224 casi accertati di morte improvvisa a seguito di arresto cardiaco, verificatisi negli ultimi trenta anni in Italia in ambito sportivo, il 50% di queste è avvenuta in un campo di calcio, interessando sia sportivi che spettatori. E sono proprio questi dati che hanno indotto istituzioni ed organizzazioni sportive a riflettere sulla cultura della prevenzione".

L'acquisto di 100 defibrillatori da parte della Regione Toscana e la successiva distribuzione ad un primo gruppo di società dilettantistiche individuate dalla Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) e dalla Lega Nazionale Dilettanti, rappresenta il primo passo verso questa nuova cultura. Alla nostra provincia sono stati assegnati 14 defibrillatori. Nei prossimi giorni, la Asl li consegnerà in comodato d'uso ad altrettante società sportive che operano nel nostro territorio ed hanno accettato e già completato la formazione del personale (4/5 addetti per ogni società, 80 in tutto quelli già formati).

Le 14 società rappresentano sicuramente una piccola percentuale del panorama sportivo locale, ma il progetto è destinato ad espandersi ulteriormente. "Infatti, precisa Desideri, grazie alla collaborazione e all'impegno su questo settore della Fondazione Cesalpino, stiamo mettendo a punto un nuovo progetto (progetto Arezzo cuore) che porterà alla distribuzione di altri 100 defibrillatori nei supermercati, farmacie, forze dell'ordine e luoghi di aggregazione".
Perché i defibrillatori e come funzionano?

"L’arresto cardiaco nell’85 % dei casi è indotto da una tachicardia o fibrillazione ventricolare – afferma Massimo Mandò responsabile della Centrale Operativa 118 – che se non viene trattata precocemente conduce invariabilmente alla morte (98% dei casi). In queste situazioni il cuore in realtà non è fermo, precisa Mandò, ma le sue contrazioni sono assolutamente inefficaci nel distribuire il sangue nel corpo ed in primo luogo al cervello, l’organo più delicato e sensibile alla carenza di ossigenazione. La defibrillazione elettrica, in questi casi, rappresenta l’unico mezzo a disposizione per intervenire, ma per essere efficace va effettuata nel più breve tempo possibile: 4-6 minuti dall’insorgenza dell’evento. Ogni minuto trascorso senza un adeguato soccorso comporta la riduzione del 10% delle possibilità di recupero dell’infermo che, a 10 minuti, sono pari allo zero. E' quindi evidente che molte persone potrebbero essere salvate se la defibrillazione venisse attuata entro un brevissimo lasso di tempo, da testimoni presenti all’evento ed in grado di utilizzare queste apparechiature.
I defibrillatori – afferma ancora Mandò – sono stati sempre usati dai medici, ma una legge approvata nel 2001 dallo Stato italiano riconosce anche ai singoli cittadini il diritto/dovere di usarli. Inoltre, considerata l'evoluzione tecnologica che hanno avuto, oggi sono utilizzabili da tutti. Infatti, sono in grado di leggere autonomamente il cuore del paziente, possono decidere in maniera praticamente infallibile, di intervenire ed erogare la scarica elettrica quando è necessaria, forniscono indicazioni sullo stato di salute del paziente, ci segnalano se lo stesso si è ripreso, oppure se necessita di altre scariche. Per usarli è necessario fare un breve corso di alcune ore, ma il corso insegna soprattutto le manovre di rianimazione utili dopo la defibrillazione: per imparare ad usare il defibrillatore bastano veramente pochi minuti".

Queste le società a cui sono stati assegnati i primi 14 defibrillatori:
A.S.D. Orange Club Pescaiola, A.S.D. Patrignone, U.S.D. Santa Firmina, Pol.D. San Marco La Sella, Pol.D. Stella Azzurra, U.S.D. Ambra, U.S.D. Castelluccio, G.S. Circolo Fratticciola, A.S.D. Marciano, A.S.C.D. Audax Montevarchi, Montevarchi Calcio 19802 Srl, A.S.D. Pol. Poppi, A.C.D. Marzocco Sangiovannese, A.S.D. Arno Laterina