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Corte Strasburgo condanna Italia per espulsione fondamentalista

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Corte Strasburgo condanna Italia per espulsione fondamentalista

STRASBURGO – La Corte europea per i diritti umani ha condannato l'Italia al risarcimento per un totale di 21.000 euro a un tunisino gia' residente a Milano, condannato in Italia per l'affiliazione a un gruppo fondamentalista islamico, per la sua espulsione avvenuta il 13 dicembre 2008. L'uomo e' Mourad Trabelsi, 40 anni, residente in Italia dal 1986 con la moglie, anch'essa tunisina, e tre figli nati in Italia.
Nel 2003 Trabelsi era stato arrestato con il sospetto di essere legati a gruppi fondamentalisti islamici in Italia e di star tramando azioni criminali, nonche' per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Dopo una prima condanna del 15 luglio 2006 a Cremona a 10 anni di carcere con sentenza di espulsione a fine pena, la condanna e' stata ridotta a 7 anni da Tribunale di Brescia che ha pero' annullato la parte relativa all'immigrazione clandestina. La sua pena era stata poi ridotta di di circa 15 mesi. Dopo la sua espulsione in Tunisia, contro Trabelsi e' stata eseguita una condanna gia' emessa in contumacia a 10 anni per terrorismo.
La Corte di Strasburgo, il 18 novembre 2008, aveva chiesto all'Italia di non procedere all'espulsione visti i rischi nel suo paese di trattamenti contrari all'articolo 3 della Convenzione europea sui diritti umani, e cioe' quelli disumani o degradanti. L'Italia aveva ignorato la richiesta, e si e' dunque resa responsabile, secondo i giudici di Strasburgo, di violazione dell'articolo 3.
"La Corte – si legge nel comunicato – considera che siano stati mostrati sostanziali motivi per ritenere che il signor Trabelsi rischiava seriamente di essere sottoposto in Tunisia a trattamenti contrari all'articolo 3". Questo, sebbene, poco dopo l'espulsione, l'avvocato generale dello Stato aveva spiegato che l'Italia aveva ricevuto chiare assicurazioni da parte delle autorita' tunisine.
Inoltre, si legge ancora, in riferimento ad assicurazioni fornite dal ministero degli Esteri di Tunisi, "tali affermazioni non sono state corroborate da referti medici e non e' stato possibile dimostrare che il ricorrente non sia stato suggetto a trattamento contrario all'articolo 3. In tale connessione – aggiunge il comunicato – la Corte ha potuto solo reiterare le sue osservazione sull'impossibilita' del ricorrente e del suo avvocato e dell'ambasciatore italiano di visitare il ricorrente in carcere e di verificare che la sua integrita' fisica e la sua dignita' sia stata effettivamente rispettata". Dunque, conclude il testo, "la Corte ritiene che l'esecuzione dell'espulsione del ricorente in Tunisia e' stata in violazione dell'articolo 3 della Convenzione".

L'indennizzo che dovra' pagare l'Italia e' di 15.000 euro per i danni morali e di 6.000 euro per i costi e le spese processuali sostenute da Trabelsi.