Arezzo – Si è tenuta stamattina, presso la sede di Confindustria Arezzo, la tradizionale conferenza stampa di fine anno durante la quale il Presidente Giovanni Inghirami ha tracciato un bilancio consuntivo delle iniziative e delle attività dell’anno 2010, assieme ad un’attenta analisi della situazione economica e delle aspettative per l’anno 2011.
“Il recupero c’è e ad Arezzo è anche superiore al contesto regionale e nazionale ma riconquistare i livelli persi con la crisi non è cosa semplice – ha detto Inghirami – la ripresa continua ad essere trainata dalla domanda estera e la crescita delle esportazioni ne dà conferma. Ma il nostro tessuto produttivo è costituito per lo più da piccole imprese legate al mercato interno che quindi faticano a sollevarsi e mantengono i livelli produttivi su valori assolutamente mediocri. Tutto questo incide negativamente sul mercato del lavoro che resta sofferente e contribuisce a frenare i consumi interni”.
Il leader degli industriali aretini si è poi soffermato sull’intensa attività svolta dall’Associazione a sostegno delle imprese in modo particolare nei settori delle relazioni industriali, del credito e finanza e nel campo energetico ed ambientale.
Inghirami ha poi espresso soddisfazione per i risultato raggiunti dall’Associazione di via Roma che, nonostante la crisi, è in forte crescita, grazie ad una sessantina di aziende neo iscritte nel corso del 2010, nei settori della manifattura, dei trasporti e, in maniera sempre più rilevante, dai comparti dei servizi avanzati, del turismo, della distribuzione e della sanità. “E’ la dimostrazione che fra gli imprenditori del nostro territorio sta progressivamente aumentando la voglia di collaborare, confrontarsi ed associarsi. Sono convinto che dall'integrazione e dal confronto fra le differenti componenti dell’imprenditoria più dinamica del territorio possano venire le risposte migliori alle nuove sfide del mercato. I settori del terziario e della manifattura dovranno in futuro divenire sempre più integrati, creando nuovi e più dinamici paradigmi organizzativi.”
Inghirami è poi passato ad illustrare i primi concreti risultati raggiunti, grazie al Piano strategico per il territorio del Comitato Scientifico (denominato “Officina delle idee”) di Confindustria Arezzo:
– Il PROGETTO CAPITALIZZAZIONE: Lanciato come Confindustria Toscana Sud in collaborazione con Banca CR Firenze e Banca IMI, si rivolge ad un “panel” selezionato di 15/20 imprese con elevate potenzialità di crescita, sia dimensionale che reddituale e con un valido progetto di sviluppo e rafforzamento del proprio posizionamento competitivo. L’iniziativa permetterà a tali aziende di conoscere se il proprio progetto sia adatto ad essere accompagnato da strumenti di finanza straordinaria con particolare riferimento al ricorso del “Private Equity”.
– IL COMITATO PROMOTORE PER LA E78: Da poco costituito e a cui hanno aderito fin da subito i Presidenti delle Province di Arezzo, Grosseto, Siena, Perugia, Pesaro Urbino, le rispettive Camere di Commercio e i rappresentanti delle corrispondenti associazioni provinciali economiche di categoria. Ha la funzione di aumentare la pressione nei confronti delle autorità nazionali e di tutti gli enti interessati per un’opera strategica attesa da tanto tempo. Per il primo biennio vedrà la presidenza di Renzo Conti (Cose di Lana), past President degli Industriali della Valtiberina.
– UNIVERSITA’: Il Comitato Scientifico sta analizzando l’offerta didattica che l’Università di Siena e l’Università di Firenze hanno attivato per l’anno accademico 2010-2011 ad Arezzo e provincia, in modo da verificare se essa corrisponde alle aspettative degli studenti e al fabbisogno di laureati per sviluppare le attività economico e sociali del territorio. A questo proposito Confindustria Arezzo organizzerà a breve un convegno per discutere, con le università interessate, enti, organizzazioni e popolazione, dei problemi esistenti nel settore universitario e proporre le opportune azioni.
– FONDO DONATELLO ANDREINI: Il Comitato Scientifico sovrintende i lavori della borsa di studio assegnata dal Fondo Donatello Andreini ad una giovane ricercatrice per una ricerca sul tema “Sviluppo locale: analisi della situazione locale e individuazione di buone pratiche e iniziative di successo, in Italia ed in Europa, a sostegno della crescita economica”. La ricercatrice ha già iniziato a lavorare svolgendo attività di benchmarking di tipo orizzontale, individuando circa 10 di province simili ad Arezzo. Ha inoltre effettuato una visita di studio a Pfozheim, “città dell’oro” in Germania – al fine di individuare le migliori iniziative per lo sviluppo delle realtà locali.
Inghirami è poi passato ad illustrare altre importanti iniziative, come l’attivazione dello Sportello Tecnico informativo istituito da Confindustria ed Ance Arezzo con la collaborazione di ANCI ComuniCare e rivolto al supporto delle amministrazioni che intendono approfondire aspetti più specifici del partenariato pubblico privato, a proposito del quale ha specificato: “La nostra Associazione, ben oltre i compiti classici delle associazioni di categoria, è fortemente impegnata sui temi legati al territorio, allo sviluppo ed all'urbanistica, a beneficio di tutta la comunità provinciale. Con l’avvio dello sportello tecnico, viene data la possibilità alle amministrazioni interessate di valutare in quale misura gli strumenti di paternariato pubblico privato (quali ad es. il leasing in costruendo ed il project financing) possano rispondere alle necessità di ciascuna”. E a proposito di urbanistica, il Presidente ha voluto ricordare la situazione di impasse in cui si trova Arezzo a causa della mancanza di un regolamento urbanistico, attualmente in fase di approvazione. Uno strumento fondamentale per lavorare ad un progetto complessivo d’insieme che tenga conto di una visione a medio-lungo termine, che includa tutte le aree del capoluogo (ex Caserma, San Zeno, Uno A Erre, ex Lebole, ecc.) e che contribuirebbe, tra le altre cose, anche a ridare slancio al comparto edilizia, da sempre importante volano economico.
Nuovo anche il servizio di “Temporary Management”, che attraverso un corretto uso della flessibilità, accompagna le aziende nell’affrontare situazioni di cambiamento mediante l'inserimento temporaneo di manager professionisti altamente qualificati che abbiano obiettivi, tempi e deleghe predeterminati. Particolarmente utile nelle piccole e medie aziende, dove spesso può apparire sproporzionato il costo di una Direzione permanente, legata all’azienda dal vincolo di dipendenza. In questi casi la soluzione del “Temporary Management” riduce l'impatto economico, operando in azienda per il tempo limitato e necessario a realizzare gli obiettivi concordati.
Inghirami è poi passato ad aggiornare sui risultati del Protocollo d’intesa per il miglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro, stipulato nel 2007 tra Confindustria Arezzo – Cgil Cisl Uil – Asl – Inail e consistente nella applicazione a titolo sperimentale di un sistema di gestione della sicurezza ispirato dalle linee guida Uni Inail, in un gruppo di imprese industriali della provincia di Arezzo. Ad oggi sono 23 le aziende di vari settori e dimensioni che hanno aderito volontariamente all’iniziativa per un totale di circa 2.000 lavoratori occupati. E’ stato realizzato fino a questo momento un consistente programma di formazione specialistica rivolta a tutte le figure e soggetti coinvolti nel progetto. Sono tutt'ora in corso di realizzazione pacchetti di formazione interaziendale sull'applicazione dei modelli organizzativi per complessive 144 ore con oltre 70 soggetti aziendali coinvolti. “Anche la sicurezza deve divenire uno strumento di tutela delle imprese italiane dalla concorrenza sleale – ha detto Inghirami – ci sono Paesi nei quali le industrie non sono tenute ad applicare al loro interno standard seppur minimi di sicurezza: è necessario individuare modalità e termini per evitare che queste aziende possano concorrere in modo sleale con le imprese che operano in contesti, come quello italiano, nei quali vi è massima attenzione e sensibilità in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro”.
Un richiamo anche alla semplificazione amministrativa e alla sburocratizzazione, ricordando la recente indagine effettuata da Confindustria Arezzo per appurare quali fossero gli aspetti ritenuti più critici dalle imprese del territorio nel rapporto con la pubblica amministrazione locale e quali interventi potessero essere attuati per rendere l’azione amministrativa più attenta alle esigenze del settore industriale. “Il numero di adempimenti amministrativi e di interlocutori con cui le aziende sono tenute ad interagire, i tempi di risposta, l'incertezza e la diversificazione territoriale dei singoli procedimenti costituiscono un costo elevato per chi fa impresa – ha spiegato Inghirami – tanto più nell’attuale momento storico, caratterizzato da una forte crisi economica che sta incidendo notevolmente anche sull’iniziativa imprenditoriale del nostro territorio, ed in cui l’individuazione delle giuste misure di rilancio dell’economia locale passa necessariamente dal confronto tra imprese ed istituzioni”.
Le infrastrutture restano sempre in prima linea fra le richieste degli industriali e fra queste, l’aeroporto, per il quale Inghirami ha invitato a non dimenticare che si tratta di un’infrastruttura piccola ma strategica in linea con i programmi nazionali di valorizzazione della rete degli aeroporti minori italiani, destinati ad avere uno sviluppo operativo di nicchia, ma rilevante. Ha annunciato poi che l’Associazione di Via Roma ha rafforzato la sua posizione nella compagine sociale acquisendo da Banca Etruria il 33% di Etruria Co., che a sua volta possiede il 20% della società di valorizzazione dello scalo aretino. “L’aerotaxi – ha sintetizzato Inghirami – è e rimarrà l’unica possibilità per il territorio di avere una concreta opzione di trasporto veloce. Chi non lo comprende è contro lo sviluppo”.
Il Presidente ha ricordato anche l’istituzione della prima rete d’impresa fra le società di servizi di Confindustria Arezzo, Grosseto e Siena: “La collaborazione tra le nostre Associazioni era ormai arrivata ad un punto tale da rendere necessario l’utilizzo di uno strumento unico comune che ci permettesse di operare più facilmente e velocemente, sfruttando sinergie e politiche di rete – ha spiegato Inghirami – la forma giuridica della “rete d’imprese” faceva al caso nostro: un modello organizzativo innovativo, snello ed agile che costituisce un’ulteriore tappa nel percorso comune che stiamo portando avanti con le nostre società di servizi. Anche le imprese dovrebbero collaborare di più e fare rete tra loro – ha detto Inghirami – perché dal confronto e dalla collaborazione può derivare una spinta forte verso l’innovazione e gli investimenti anche sulle risorse umane, necessarie per mantenere le nostre aziende al passo con i tempi. Sperimentazione e innovazione anche alla base del “Club degli Innovatori”, che ha già iniziato con successo la propria attività e che riunisce una ventina di aziende dei settori alimentare, meccanica robotica, tessile abbigliamento, chimica, orafo, manufatti cementizi, legno arredo, progettazione: “Ci confrontiamo con esperti del settore e con le migliori esperienze in Italia ed all’estero, non per acquisire innovazioni, ma per capire come far diventare le nostre imprese più capaci di creare innovazione – ha dettoi Inghirami – ci cimentiamo nell’approfondimento di casi aziendali di successo, ritrovandoci ogni due o tre mesi per mettere a punto idee, metodi e nuovi approcci, organizzeremo visite aziendali e coinvolgeremo i nostri collaboratori in questo percorso di innovazione permanente”.
E per finire, altri due fiori all’occhiello: il primo bilancio sociale di Confindustria Arezzo, distribuito in occasione dell’ultima Assemblea Generale “Un modo semplice e trasparente per comunicare le attività dell’Associazione, ma anche per diffondere i valori della cultura d’impresa di cui è portatrice e promotrice e della sua responsabilità nei confronti del contesto sociale, economico e territoriale in cui l’impresa opera” ha detto Inghirami e “Al volante del territorio”, l’agenda 2011 di Confindustria Arezzo, dedicata quest’anno al ruolo che le imprese rivestono nel territorio, imprimendo spinte innovative ed evolutive ai contesti in cui operano, fungendo da forze trainanti e leve strategiche capaci di concorrere ad aumentarne la competitività. “La vitalità delle imprese aretine ha saputo rigenerarsi con nuove forze operative e con l'invenzione di nuovi settori produttivi, che si sono aggiunti ai tradizionali comparti locali, dimostrando un’accentuata e radicata vocazione imprenditoriale, ricca di iniziativa ed inventiva – ha concluso Inghirami – ma affinchè le imprese continuino a svolgere il ruolo di motore trainante dello sviluppo, è necessario che tutti facciano la propria parte e che, anche mediante nuovi modelli organizzativi, vengano trasformati i rapporti con le istituzioni, aumentando i contenuti collaborativi a scapito di quelli gerarchici e di controllo. La tenuta del nostro tessuto economico dipende anche dalla velocità o dal ritardo con cui le strutture amministrative tengono dietro allo sviluppo industriale del territorio, che ha bisogno di migliori occasioni di formazione e di una politica più incisiva per le infrastrutture ed i servizi. Le aziende che vogliono investire sul nostro territorio vanno sostenute, accellerando le pratiche amministrative che rallentano e bloccano i progetti con i quali si vogliono impegnare e che permetterebbero di fatto un rilancio del manifatturiero, comparto che produce ricchezza e conseguenti benefici per tutti gli altri comparti. La nostra Associazione vuole collaborare attivamente: tutto quello che ha fatto finora ed i piani, le proposte ed i progetti che ha avviato sono orientati a sostenere a 360° il sistema economico in tutte le sue componenti, al di là della mera logica di associazione sindacale”.