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Come cambia l’assistenza ai non autosufficenti

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AREZZO – Dal 1 marzo 2010 cambia il Regolamento per l’accesso ai servizi del progetto “Assistenza continuativa alla persona non autosufficiente”. L’obiettivo è garantire all’anziano la possibilità di rimanere all’interno del nucleo familiare e, comunque, della sua abitazione e nel contesto sociale nel quale vive.
Le variazioni al Regolamento sono state deliberate dalla Conferenza zonale dei Sindaci a seguito delle modifiche alla normativa regionale a al progressivo aumento della domanda di assistenza e riguardano tre aspetti: i contributi economici per la stipula di contratti con assistenti familiari, quelli a sostegno della cura da parte del familiare e l’assistenza domiciliare socio sanitaria
Nel prossimo futuro, ai fini dell’applicazione dell’Atto di Indirizzo regionale, occorrerà procedere alla revisione delle norme regolamentari anche in relazione ai servizi residenziali e semiresidenziali per anziani non autosufficienti.

“Equità sociale, sensibilità, scelte partecipate: questi i criteri che hanno fin dall’inizio ispirato l’azione degli amministratori e del gruppo tecnico appositamente istituito per individuare le modalità di ripartizione dei contributi destinati alla non autosufficienza – affermano il Presidente Giuseppe Fanfani e il vice Presidente Enrico Donati. Una scelta fatta pensando naturalmente ai molti casi di tante famiglie che tengono in casa una persona non autosufficiente e alle altrettante mille storie di coloro che lavorano come assistenti familiari. Sono stati quindi coinvolte non soltanto le istituzioni ma anche le rappresentanze organizzate dei pensionati e dei patronati, ovvero coloro che giornalmente raccolgono dal territorio, nel rapporto diretto con la gente, le istanze e le aspettative. Inoltre, nella consapevolezza che un’operazione che porta a rivedere un beneficio di natura economica del cittadino, chiunque esso sia, risulta sempre problematica, abbiamo inteso, con la metodologia individuata, tutelare le fasce più deboli, riducendo in maniera più sensibile le contribuzioni a coloro che hanno l’ISEE più alto.
Applicare un criterio di equità ha significato, quindi, in buona sostanza, ridurre le contribuzioni già esistenti per poter dare un’opportunità anche a quei nuovi casi che si presenteranno da qui alla fine del 2010 per poter consentire a tutti di usufruire dello stesso diritto, cosa che non sarebbe stata possibile mantenendo inalterati rispetto al 2009 i criteri di assegnazione del contributo.
Ci preoccupa quello che accadrà dopo il prossimo 31 dicembre e quindi da oggi cominciamo a chiedere con forza, assieme a Provincia e agli altri attori che contemporaneamente si attiveranno nelle sedi preposte attraverso le loro rispettive rappresentanze, che Governo nazionale e regionale non apportino, nei prossimi mesi, tagli al fondo sulla non autosufficienza ma anzi, al contrario, provvedano ad incrementarlo”.

Situazione, quindi, difficile: “l’obiettivo principale – afferma Claudio Pedace, Direttore di Zona/Distretto della Azienda USL 8 Claudio Pedace – è quello di mantenere gli anziani nel loro domicilio. Stiamo lavorando per misurare il più esattamente possibile i bisogni degli anziani e dare le migliori risposte in relazione alle risorse disponibili. La misura del nostro successo sarà determinata dal numero di anziani ai quali eviteremo l’istituzionalizzazione”.

“Siamo di fronte alle necessità di aggiustamenti dolorosi in relazione alla carenza di risorse adeguate – aggiunge la vice Presidente della Provincia, Mirella Ricci. Gli obiettivi sono quelli di tutelare le famiglie e gli operatori dell’assistenza domiciliare. Il tema è quello di reperire ulteriori risorse sia dal livello nazionale che da quello regionale”.

Il tema dei finanziamenti è particolarmente sentito dai sindacati, sia dei lavoratori dipendenti che degli autonomi. Franco Ligori, Segretario dello Spi Cgil in rappresentanza di tutte le organizzazioni: “comprendiamo gli sforzi, l’impegno e la sensibilità dei Comuni della zona aretina nel settore del sociale ma riteniamo giusto chiedere il mantenimento dei livelli assistenziali esistenti. Dobbiamo fare uno sforzo comune nel confronto con la Regione e con il Governo per avere a disposizione un fondo “strutturale” che consenta di rivedere le prestazioni, spendere meglio e andare incontro alle esigenze delle famiglie più bisognose. E chiediamo anche uno sforzo ai Comuni per ritagliare maggiori risorse nei loro bilanci”.

Ricordiamo che per il 2010 sono state confermate le stesse risorse del 2009. Gli amministratori si sono quindi trovati costretti a rivedere il Regolamento di accesso ai servizi, anche per non creare preventive discriminazioni tra utenti già inseriti nel sistema e cittadini che manifesteranno il proprio bisogno in momenti successivi.

Per quanto riguarda i contributi per contratti con assistenti domiciliari, il contributo erogato è composto da due quote. E’ inoltre previsto un Fondo di salvaguardia da offrire come un ulteriore sostegno economico per gli anziani che vivono soli e privi di rete parentale, ad anziani valutati non autosufficienti ma non ancora beneficiari di indennità di accompagnamento.
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I contributi a sostegno delle cure familiari sono in fase di riprogettazione e continuano ad essere erogati sulla base della “isogravità”, dell’adeguatezza della rete familiare e dell’impegno da parte del familiare mentre, in assenza di contratti con assistenti familiari, l’importo è determinato dall’Isee.
Per quanto riguarda l’assistenza domiciliare sociosanitaria, la compartecipazione al costo da parte dell’utente sarà definita quale quota percentuale sul costo unitario più basso tra quelli in vigore nelle convenzioni stipulate dai Comuni della Zona.