AREZZO – “Il blocco dei rinnovi è un provvedimento che sbilancia il costo degli aggiustamenti di finanza pubblica solo a scapito dei lavoratori pubblici” così si esprime Patrizia Brizzi, Segretario Generale Cisl Funzione Pubblica di Arezzo sui contenuti del testo finale della manovra finanziaria.
“Noi, continua la Brizzi, siamo assolutamente contrari al blocco della contrattazione ed al taglio allo stipendio dei lavoratori pubblici e del salario accessorio già conquistato con la contrattazione anche in tutti gli Enti della provincia di Arezzo. Non contestiamo gli obiettivi, ma le misure che fanno cassa senza incidere sulle cause vere dello stop ai contratti. Condividiamo la preoccupazione per una crescita esagerata della spesa, ma il punto è che bisognava decidere prima su come riorganizzare la macchina pubblica, con meno dirigenti, più quadri, più giovani e più donne.
Crediamo nel rafforzamento e nella valorizzazione della contrattazione a tutti i livelli e lavoriamo per migliorare i servizi e le buste paga dei lavoratori anche attraverso un’efficace lotta agli sprechi ed auspichiamo il superamento del decreto legislativo 150 di Brunetta attraverso un nuovo accordo con l’ARAN per il lavoro pubblico. Per questo lo scorso lunedì 21 giugno come Funzione Pubblica della CISL di Arezzo abbiamo effettuato un volantinaggio presso la Prefettura per spiegare ai lavoratori i contenuti della mobilitazione”.
“Inoltre, sul tema della diversa dinamica retributiva tra pubblico e privato, aggiunge Brizzi, essa si spiega con la presenza di tanti dirigenti e alti funzionari non contrattualizzati che portano in alto la curva degli aumenti nella P.A.. In pratica è come la media del pollo di Trilussa: se nel conto finiscono non solo i dipendenti e i quadri, ma anche figure come magistrati, diplomatici, prefetti e carriere penitenziarie che gonfiano la spesa pubblica per stipendi è chiaro che sul totale l’effetto finale è distorsivo
La Cisl Fp è pronta ad una verifica fra pari professioni nel pubblico e nel privato per giudicare, dati alla mano, chi ha preso troppo o troppo poco. Noi ribadiamo che la maggiore dinamica retributiva del settore pubblico, rilevata dall’Aran nel rapporto semestrale, è fortemente influenzata dalle alte cariche in servizio nella P.A..
E’ per questo che ci mobilitiamo contro la disorganizzazione, gli sprechi, gli affari illeciti, le consulenze, le esternalizzazioni pilotate sostenendo con forza una nuova denuncia di mala gestione dei soldi delle tasse dei cittadini e dei pensionati. Nostro intento è farlo assieme agli iscritti, ente per ente, così che eliminando gli sprechi di qualsiasi genere possiamo migliorare i servizi e finanziare i contratti integrativi, decentrati e nazionali
C’è ancora spazio d’azione per correggere il provvedimento, ma il sindacato non deve disperdere energie nella protesta fine a se stessa. Ora, come già è avvenuto nel 2008 dopo il decreto 112, vogliamo che il testo sia modificato durante l’iter parlamentare o attraverso accordi successivi. In particolare è essenziale salvaguardare la contrattazione integrativa: è da lì infatti che si possono ricavare risparmi ed economia da destinare al risanamento dei conti, al miglioramento dei servizi e alla valorizzazione delle professionalità”.
In sintesi : CONTRATTARE PER CAMBIARE O SCIOPERARE PER APPARIRE?
Articlolo scritto da: Stampa CISL Arezzo