FIRENZE – “Ilinep” è lo pseudonimo dietro il quale si “nasconde” un consigliere comunale aretino che ha cominciato a cimentarsi con la scultura prima come un gioco nuovo dell’animo poi in forma sempre più pubblica fino a che la sua arte non è stata riunita nella mostra che si svolgerà nella sede del Consiglio regionale a Firenze, al secondo piano di Palazzo Panciatichi in via Cavour 4, dal 25 maggio al 4 giugno.
“Limiti riflessi” è il titolo di questa esposizione di Giovanni Pelini, consigliere comunale del gruppo socialista – ecco svelato chi si cela dietro l’anagramma “Ilinep” – che verrà inaugurata alle 17 di martedì 25 dal consigliere regionale Enzo Brogi e dal professor Luigi Bellini del Museo Bellini Gallery di Firenze.
Il battesimo dell’arte di Giovanni Pelini, stimolato in questo dall’amico Riccardo Nencini, assessore attualmente al bilancio della Regione Toscana, è avvenuto nel 2009 a Sansepolcro grazie all’interesse che la sua opera ha sollevato nel presidente della Compagnia Artisti della cittadina biturgense Michele Foni.
“Ilinep” Pelini ama lavorare la pietra arenaria aretina, quella che sostiene i nostri bei palazzi storici. Lavora infatti per lo più in un suo ambiente collinare alle pendici del monte Lignano dove si trova una vecchia cava di pietra serena. Si definisce un: “artista riflesso comunicante. Di oggetti ben fatti ne sono pieni i laboratori artigiani. La scultura può apparire pure brutta ma l’importante, come per la poesia, è che riesca ad attuare un collegamento tra il messaggio dell’artista e l’osservatore. Nel mio lavoro emerge dunque la volontà di comunicare, attraverso le figure e le forme realizzate, i pregi e difetti dell’individuo. Forse, più i difetti, i limiti e le debolezze. In generale m’interessa riflettere sul divario tra la visione infantile e l’uomo ‘maturo’ come ad esempio nelle sculture dal titolo ‘Gioia di bimbo’ e ‘Arco di vita’. In altre opere privilegio l’indifferenza, l’imposizione, l’individualismo, l’abbandono, temi che racchiudono una visione culturale decadente che emerge qualora l’uomo non riesca a superare le debolezze egoistiche”.
Nelle sue opere, sempre con valenza negativa, emerge anche l’imposizione, intesa come denuncia della mancanza di democrazia nella maggior parte dei paesi del globo, sostenuta dall’opportunismo collettivo.
“Voglio tuttavia rimarcare – conclude Pelini – un messaggio positivo che si trova nella rappresentazione della solidarietà con la quale si evidenzia la forza di gruppo che può contrastare le debolezze egoistiche”.