NAPOLI – Due raid punitivi, nel giro di 18 minuti, uno a Giugliano, l'altro a Pozzuoli, comuni entrambi situato nel napoletano. Due raid tra la gente terrorizzata che riuscirono a mettersi in salvo e a sfuggire i proiettili che sibilavano come impazziti.
Il primo nella sala giochi di Giugliano il 14 marzo: 6 persone casco in testa entrano armate di pistole, un khalashnikov, una mitraglietta e un fucile a canne mozzate nella sala giochi Hollywood CasinĂ² di Giugliano. Puntano le armi alle testa dei clienti e poi iniziano a sparare contro le slot machine e ha distruggere mobilio e suppellettili terrorizzando i clienti.
Pochi minuti dopo la scena si ripete nel centro bowling 'Big One' di Pozzuoli. I criminali entrano, iniziano a spargere liquido infiammabile e danno fuoco alle piste da gioco sotto gli occhi atterriti di un'intera famiglia, padre, madre e due bimbe. Poi escono e scappano devastando con un fucile a pompa le auto nel parcheggio. La tragedia stava per consumarsi quando un uomo che stava passando a bordo della propria auto viene colpito da un proiettile vagante. Colpi che solo per puro caso non uccidono.
La Guardia di Finanza nel corso di un mese di indagini ha identificato i 6 autori dei due raid, tra i quali vi era anche un minorenne. Quattro di essi sono stati arrestati su ordine del pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli coordinata dal procuratore aggiunto Alessandro Pennasilico.
Nel corso delle indagini coordinate dai pm della direzione distrettuale antimafia, gli investigatori della Guardia di Finanza hanno individuato l'origine e il movente dei due raid. Si tratta di dissidi, personali e di carattere economico tra Giuseppe Palumbo, 34 anni, la moglie ed uno zio della donna. Le Fiamme gialle hanno accertato che la donna si era separata dal marito ed era stata successivamente ospitata dallo zio, proprietario dei due locali che erano stati acquisiti -secondo la Dda- a discapito di un fratello e di un nipote, quest'ultimo imparentato con Giuseppe Palumbo, ritenuto dagli inquirenti il mandante e l'esecutore dei due raid.
I fermati sono Giuseppe Palumbo, Antonio Cappuccio, 31, Angelo Giagnoni, 18 e un minore. I 4 sono stati fermati tra Napoli e Firenze in base ad un provvedimento di fermo firmato dai pm della Dda. Gli indagati sono accusati a vario titolo di tentato omicidio, sequestro di persona, rapina, incendio, danneggiamento e detenzione illegale di armi con l'aggravante di avere agito con metodo mafioso.
Articlolo scritto da: Adnkronos/ign