Bruxelles, 16 nov. (Adnkronos) – Falliti a Bruxelles i negoziati, continuati ieri fino a tarda sera, tra Consiglio e Parlamento europei sul bilancio del 2011, fallimento di cui si è "grandemente rammaricata la Commissione". "Il bilancio dell'Unione europea – ha sottolineato il commissario competente, Janusz Lewandowski – non è per Bruxelles, è per i cittadini europei, le imprese, i ricercatori, gli studenti, le comunità rurali, le città e le regioni di tutta l'Ue". Il mancato accordo sul bilancio rischia di congelare per mesi i finanziamenti per importanti attività, tra cui il nuovo servizio diplomatico europeo.
"Nonostante gli sforzi importanti della Commissione e della presidenza belga – ha sottolineato Lewandowski in una dichiarazione diffusa a Bruxelles – il Consiglio e il Parlamento non sono stati in grado di raggiungere un accordo sulla loro cooperazione nei negoziati relativi al prossimo quadro finanziario". E "profondo rammarico" è stato espresso anche dai negoziatori del Parlamento europeo, che hanno denunciato "l'ostinato rifiuto di una minoranza di governi dell'Ue di parlare della procedura per coinvolgere l'Europarlamento nelle discussioni sul sistema finanziario dell'Unione (secondo quanto previsto dal Trattato di Lisbona, ndr), nonostante le importanti concessioni fatte dal Parlamento".
"Volevamo un accordo, ma mi rammarico che pochi Paesi membri abbiano chiuso le porte ad un accordo sul bilancio del 2011. L'intransigenza di alcuni Paesi membri nel Consiglio indebolisce la fiducia dei nostri cittadini in un'Unione che sta lavorando efficacemente", ha accusato il presidente dell'Europarlamento, Jerzy Buzek. Il riferimento è in particolare a Gran Bretagna, Olanda e Svezia, che non hanno voluto discutere le richieste del Parlamento sul suo futuro ruolo nei negoziati sui piani di spesa per il 2011. "La maggior parte delle richieste dell'Europarlamento non ha nulla a che vedere con il bilancio del prossimo anno", ha commentato una fonte diplomatica a Bruxelles.
Secondo la versione fornita a Bruxelles dal Consiglio, il Parlamento europeo, dopo aver accettato il limite di un aumento del bilancio per il 2011 al 2,91%, rispetto al 6% chiesto, "ha insistito nel collegare le discussioni ad altre questioni, tra cui quella della flessibilità per la revisione del quadro finanziario pluriennale e del modo in cui il Parlamento sarà incluso nei negoziati sul prossimo quadro pluriennale: su questi punti, il Parlamento ha considerato insufficienti la bozza di dichiarazione congiunta presentata dalla presidenza belga e la disponibilità del Consiglio a discutere" dei meccanismi di flessibilità interna fra le varie voci di bilancio.
Falliti i tentativi di 'conciliazione' tra Europarlamento e Consiglio, a questo punto, secondo l'articolo 314 del Trattato di Lisbona, la Commissione europea inizierà a lavorare ad una nuova bozza di bilancio. Ma tutto questo potrebbe richiedere mesi, per cui è molto probabile che dal gennaio prossimo le istituzioni europee lavoreranno sulla base del sistema del "dodicesimo provvisorio": in sostanza, ogni capitolo di bilancio avrà a disposizione mensilmente un dodicesimo di quelli che erano i fondi del 2010. La conseguenza potrebbe essere "il rinvio del finanziamento di importanti iniziative e investimenti nei Paesi membri", ha sottolineato Lewandowski, riferendosi alla mancanza di fondi per il nuovo servizio diplomatico europeo, per le nuove autorità di finanziamento europeo e per il Reattore a fusione nucleare Iter.
Per evitare il rischio dell'esercizio provvisorio e la paralisi delle istituzioni europee, i negoziatori dell'Europarlamento hanno infine rivolto un appello ai capi di Stato e di governo che si riuniranno a Bruxelles il 16 e 17 dicembre prossimi perché "si occupino della questione", arrivando ad un accordo prima della fine dell'anno.
Articlolo scritto da: Adnkronos