GERUSALEMME – ''Israele ascolti gli Usa e fermi gli insediamenti''. E' l'appello lanciato dal premier Silvio Berlusconi dal summit della Lega Araba che si è aperto a Sirte, in Libia e proseguirà fino a domani. "Abbiamo ribadito ad Israele – ha detto il premier – che le recenti decisioni riguardanti gli insediamenti, specie a Gerusalemme Est, sono controproducenti e possono compromettere seriamente le possibilità di ripresa del dialogo. I fatti compiuti, annunciati alla vigilia della ripresa dei negoziati, certamente non sono di aiuto. Su questo punto auspichiamo che Israele ascolti la voce degli amici, come quella dell'Italia e degli Stati Uniti d'America".
Il premier italiano ha sottolineato "il forte apprezzamento dell'Italia per lo spirito e l'impegno con cui la Lega Araba si sta adoperando per favorire la soluzione della crisi israelo-palestinese, tenendo viva una base di dialogo condivisa e una speranza di pace. Non possiamo però adesso non esprimere la nostra più profonda preoccupazione per una situazione che sembra ulteriormente deteriorarsi, come dimostrano anche gli eventi nella Striscia di Gaza. Le forze contrarie alla pace sono all'opera e noi assistiamo ogni giorno, e da più parti, a gesti che alimentano il fuoco del radicalismo, mettendo in pericolo ogni possibilità di dialogo".
"Credo molto -ha proseguito il presidente del Consiglio- nell'impegno del presidente Obama e della sua Amministrazione. E' questo il momento di dare una chance alla pace. Ne abbiamo la possibilità. Ne portiamo la responsabilita'. Ne sentiamo l'urgenza. Nessun Paese -nemmeno Israele- puo' vivere in isolamento. La porta della trattativa deve rimanere aperta. Chiuderla adesso significherebbe condannare -nuovamente- un'intera generazione di giovani allo scontro, anziche' alla pacifica convivenza. Non vediamo alternative alla soluzione dei due Stati, se non a prezzo di nuove crisi, nuove sofferenze, nuove tragedie, che colpirebbero anzitutto il popolo palestinese, già drammaticamente lacerato dagli eventi degli ultimi anni".
Berlusconi è netto nel definire 'intollerabile' la situazione di crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Da qui l'augurio che il primo ministro Netanyahu 'accolga l'appello rivoltogli da tutta la comunità internazionale a compiere gesti concreti e positivi per migliorare le condizioni di vita quotidiana dei palestinesi e dunque a contribuire ad un nuovo rapporto di fiducia tra le parti. Di fronte alle sofferenze di tanti innocenti, continuo a sperare che sarete -e saremo – compatti nel fornire al presidente Abbas e a tutti i Palestinesi un indispensabile sostegno, non solo politico ma anche economico, ed un messaggio di perseverante determinazione nella ricerca di una soluzione pacifica e responsabile con un orizzonte temporale di breve termine, al massimo di due anni, come è stato definito dalla recente dichiarazione del 'Quartetto'.
Nel quadro poi di una pace dell'intera zona, il premier italiano mette l'accento sulla necessità di una 'soluzione del conflitto con il Libano e la Siria, una soluzione che contempli anche il ritorno delle alture del Golan alla Siria'.
Articlolo scritto da: Adnkronos