Roma – (Adnkronos) – "Sono una persona tranquilla, un freddo, non mi faccio prendere dall'agitazione. Ho pensato solo alle persone care. Sono amareggiato soprattutto perché prevale un senso di ingiustizia. E mi domando perché da tempo in questo paese non sia normale che si possa esprimere le proprie opinioni senza essere privato della libertà ed essere aggredito". Il direttore di 'Libero', Maurizio Belpietro racconta a Mattino 5 la dinamica dell'aggressione di cui è stato vittima la notte scorsa a Milano mentre rientrava a casa.
"Quando sono tornato intorno alle 23 a casa – sottolinea il direttore di Libero – dopo aver chiuso il giornale, sono salito con l'ascensore al mio appartamento insieme all'agente di scorta: io sono sotto scorta da 8 anni. Sono entrato in casa e ho fatto appena in tempo a chiudere la porta alle mie spalle che ho sentito tre colpi di pistola". "Ho cercato quindi di chiamare la scorta, e mi è stato detto di non aprire la porta e di non uscire, con voce naturalmente concitata – ha continuato a raccontare Maurizio Belpietro – la fortuna è stata che l'agente di scorta che normalmente mi accompagna fino alla porta di casa, non ha preso l'ascensore come fa di solito per andarsene, ma è sceso per le scale perché voleva fumare una sigaretta".
"L'agente era ancora sul pianerottolo del mio appartamento quando si è trovato davanti un uomo armato che senza dire nulla ha puntato la pistola e ha sparato. L'arma si è inceppata – ha continuato Belpietro – e l'agente ha reagito aprendo il fuoco mentre l'uomo fuggiva per le scale. Tra l'altro l'aggressore, mi ha riferito l'agente di scorta, indossava una camicia della Guardia di finanza. Probabilamente l'uomo avrebbe suonato alla mia porta poco dopo che l'agente se ne era andato. E se anche io avessi guardato dallo spiocino, cosa che non ho fatto perché avrei pensato fosse di nuovo la scorta, avrei comunque aperto la porta dato che avrei visto la divisa".
"In casa c'erano mia moglie, i miei suoceri – ha detto il direttore di 'Libero' – e le mie figlie che dormivano e non si sono accorte di nulla". Belpietro ha poi ricordato che a gennaio scorso un uomo ha cercato di introdursi, spacciandosi per un altra persona, a Libero ma la scorta lo fermò e lo portò in questura dove confessò che voleva picchiarmi".
Articlolo scritto da: Adnkronos