CITT' DEL VATICANO – E' molto dura la presa di posizione del sir, l'agenzia della conferenza episcopale italiana, contro le perquisizioni messe in atto dalle autorità di polizia nelle sedi dei vertici episcopali del Belgio. L'iniziativa viene bollata come ''persecuzione contro la Chiesa'' realizzata da quelle forze che ''sempre la combattono con pervicacia''.
''La vicenda è gravissima – si legge nella nota del Sir diffusa questa mattina – e ha dell'incredibile: immediata è stata la protesta diplomatica della Santa Sede, cui è seguito un fermo messaggio del Papa al presidente della Conferenza episcopale belga, mons. André-Joseph Léonard''.
''E' lecito dubitare dell'efficacia nel merito, cioè a tutela degli abusati – si legge più avanti – delle iniziative così clamorose messe in atto contro i vertici della Chiesa in Belgio, che invece hanno un'indubbia portata propagandistica. L'occasione dell'emergere di abusi, infatti, è troppo ghiotta perché non sia colta da quelle forze che da sempre combattono la Chiesa, con una pervicacia che appunto viene da prima dell'affermazione del comunismo reale, e dalle sue iniziative di persecuzione delle Chiese cristiane''.
''Il passaggio è delicato -prosegue la nota del Sir- la Chiesa non vuole né richiede privilegi, ha imboccato con grande chiarezza la linea della purificazione ma, nello stesso tempo, non si possono tollerare strumentalizzazioni né scorciatoie ideologiche o propagandistiche, come pure generalizzazioni arbitrarie''. ''Proprio in questo quadro – aggiunge l'agenzia dei vescovi – il Papa è intervenuto con un messaggio di grande sostanza. Non é in discussione, ha ribadito Benedetto XVI, l'impegno della Chiesa nella lotta contro gli abusi di minori da parte di sacerdoti e vescovi: 'Tali gravi fatti – ribadisce il Papa – vanno trattati dall'ordinamento civile e da quello canonico, nel rispetto della reciproca specificità e autonomia'. E' quindi confermato l'indirizzo che con chiarezza era stato formulato dallo stesso Benedetto XVI, a partire dalla vicenda irlandese''. La giustizia con tutta evidenza deve fare il suo corso, ma senza strumentalizzazioni o forzature, cioé, come dice il Papa, 'nel rifiuto di tutto quanto oscura i nobili compiti ad essa assegnati': non si può confondere la giustizia con la politica o l'ideologia. La posizione della Chiesa insomma è ferma in tutte le direzioni''.
''Serve coraggio, serve equilibrio – conclude la nota – serve un convergente impegno. Stigmatizzando 'le sorprendenti e deplorevoli modalità' dell'iniziativa giudiziaria nella cattedrale di Malines e più in generale nei confronti dell'episcopato belga, Benedetto XVI chiede rispetto, ribadendo la piena disponibilità a rendere giustizia. E' la strada di una rinnovata testimonianza di bene, che sta cominciando a dare nuovi frutti''.
Intanto, ha lasciato l'incarico il presidente della Commissione d'inchiesta 'ad hoc' istituita dalla chiesa belga per far luce sugli abusi sessuali commessi da ecclesiatici, lo psichiatra Peter Adriaenssens. La stampa fiamminga nel riportare la notizia ha sottolineato che la stessa Commissione si riunirà oggi per decidere se proseguire o meno la sua attività dopo il sequestro di tutti i dossier compiuto lo scorso giovedì da parte delle autorità giudiziarie di Bruxelles.
"Siamo serviti da esca", ha denunciato Adriaenssens, defindendosi "molto deluso". Secondo lo psichiatra, le perquisizioni e il sequestro decise dai giudici dimostrano la diffidenza da parte della giustizia sull'operato della sua commissione d'inchiesta. "Non potevano agire che con il sentimento che anche noi compissimo frodi o tentassimo di soffocare l'affare, quando io ne avevo fatto per me una questione d'onore lavorare in totale trasparenza", ha affermato Adriaenssens.
Articlolo scritto da: Adnkronos