AREZZO – Un affastellarsi di luoghi comuni, ecco cos’è l’Italia di oggi. Un’immagine del Bel Paese inventata da noi stessi, ma di cui siamo indissolubilmente schiavi: l’arte di arrangiarsi, il genio talentuoso del lavoro e della creatività, isolate manifestazioni d’eroismo. Le maschere di Sordi e Villaggio. Le icone di Falcone e Borsellino. E poi Ferrari e Ducati, Armani e Dolce&Gabbana. I miti della velocità o della bellezza. Quasi a marcare l’assenza di normalità. Ci descrivono insofferenti all’ordine, anche quando possiamo derivarne qualche virtù. Costretti sempre a scegliere tra santini e canaglie. Orfani dell’abitudine mediana. Ma abbiamo irrimediabilmente perso qualcosa, seguendo questa direttrice. Il senso comune. L’opinione pubblica. Una sana capacità di autocritica.
Ecco perché Gianni Cuperlo – membro del Partito Democratico e già responsabile della comunicazione dei DS – nel suo libro "Basta Zercar" fa un passo indietro e ripensa alla storia recente dell’Italia e della Sinistra italiana, chiedendosi con sincerità cosa si poteva fare (e cosa può essere ancora fatto) per restituire al paese progettualità, forza, valori condivisi. Una riflessione appassionata e personale, un bilancio partecipato e sincero su una parabola politica che non è ancora terminata e che – rinnovandosi secondo alcune linee-guida che l’autore indica nel libro – può avere ancora molto da dire.
Un’analisi vibrante, che fa emergere alcuni problemi nazionali (le differenze tra Nord e Sud, la sicurezza, la questione morale) senza farli necessariamente deflagrare in polemiche e strumentalizzazioni senza fine. Per farci finalmente diventare quella nazione normale (ed europea) che meriteremmo di essere.
In un incontro promosso dal Partito Democratico – Coordinamento Provinciale di Arezzo, l'autore Gianni Cuperlo presenterà il volume accompagnato dagli interventi di Marco Alfieri (scrittore e giornalista de "Il Sole 24 Ore"), Francesco Petrelli (Presidente UCODEP di Arezzo) e Marco Meacci (Segretario provinciale PD Arezzo).