AREZZO – Al termine di un lungo percorso di confronto interno, con i professionisti e le organizzazioni sindacali, ed esterno con le conferenze zonali dei sindaci, l'Azienda sanitaria aretina ha approvato lo Schema di Statuto aziendale ed il nuovo Regolamento di organizzazione.
Mentre il primo, lo Statuto, è ora in attesa del parere della Giunta regionale, il nuovo Regolamento di organizzazione è già operativo da oggi e sarà applicato in modo graduale e progressivo nei prossimi mesi.
Il primo aspetto innovativo, in termini di metodo, è rappresentato dall'introduzione di una fase sperimentale che è stata prevista sino al 31 ottobre, al fine di monitorare – si legge nell'atto di approvazione – la funzionalità del modello organizzativo di dettaglio e di consentirne eventuali azioni di rimodulazione.
"Come ogni nuovo motore – commenta il direttore generale Enrico Desideri – anche questo avrà bisogno del suo rodaggio. Ci siamo presi alcuni mesi di sperimentazione per valutare se gli obiettivi che ci siamo posti si stanno raggiungendo. Allo stesso tempo, sarà necessario valutare con i lavoratori e le organizzazioni sindacali che nel rispetto dei diversi ruoli, questo regolamento valorizzi la loro opera e ne stimoli sempre più il senso di appartenenza e le opportunità di garantire un buon servizio. Ma la sperimentazione servirà, soprattutto, a verificare che ai cittadini giungano quei benefici per i quali, secondo le linee regionali, stiamo lavorando".
"Il nuovo Regolamento – afferma Desideri – ridisegna il modello organizzativo e funzionale dell'Azienda sanitaria aretina. Coerentemente con il nuovo scenario di sistema sanitario regionale, va nella direzione di una forte integrazione in materia sanitaria e sociale, con una forte attenzione all'aspetto multiprofessionale e alle cure primarie. Il criterio ispiratore del nuovo modello – precisa ancora Desideri – nasce dall'esigenza di porre al centro del sistema il destinatario delle cure e dei servizi – il cittadino-utente – e dalla conseguente necessità di disegnare i processi aziendali in funzione dei suoi bisogni assistenziali, con particolare riferimento alla diffusione sempre più incisiva delle malattie croniche".
Le logiche organizzative e la centralità dell'utente
L'attenzione alla percezione dell'utente viene costantemente ribadita in quelle che vengono definite "le quattro dimensioni di contatto": la salute (la soddisfazione del bisogno di salute attraverso le prestazioni ed i percorsi socio-assistenziali), l'ospitalità (i servizi logistici ed alberghieri, la loro adeguatezza ed i livelli di comfort), l'accesso (rapidità, flessibilità, ampiezza dell'offerta, disponibilità) e, infine, la funzionalità ed il supporto (molteplicità dei servizi tecnici, amministrativi ed informativi in grado di favorire il corretto funzionamento dei percorsi assistenziali).
La dimensione professionale (come fare), quella gestionale (cosa fare) e quella localizzativa (dove fare) sono le "coniugazioni" operative in cui si sviluppano le quattro dimensioni di contatto.
Cosa cambia?
A livello centrale, i direttori delle zone distretto, diventano a tutti gli effetti parte integrante della Direzione Aziendale e partecipano attivamente alle scelte strategiche. Allo stesso tempo, spariscono gli staff della direzione generale e di quella sanitaria. Al loro posto, un'unica struttura di staff a servizio di tutta la direzione aziendale.
Servizi territoriali
Le Zone-distretto assumono un ruolo centrale, sono dotate di responsabilità gestionale e professionale, si rapportano direttamente con le conferenze zonali dei sindaci. Dal punto di vista prettamente operativo, garantiscono l'unitarietà degli interventi socio sanitari nel territorio di riferimento e la presa in carico dei pazienti dimessi dall'ospedale.
Ospedali
Viene confermata l'attuale rete di presidi, stabilimenti e livelli di responsabilità. In questo ambito, le innovazioni di maggior rilievo riguardano l'organizzazione per livelli di intensità di cure. La stretta correlazione fra alcune patologie che interessano sia il settore medico che quello chirurgico, o di altre come la circolazione del sangue, che interessano sia l'apparato cardiovascolare che quello cerebrale, hanno portato ad individuare nuovi percorsi assistenziali e, conseguentemente, anche ad unificare alcune responsabilità. E' così che, ad esempio, la rimodulazione dei dipartimenti ospedalieri ha portato ad unificare il Dipartimento Cardiovascolare e neurologico che riguarda in generale "i vasi" per una visione olistica del problema.
Nel complesso sono stati individuati:
10 dipartimenti di line (detentori di budget), risuddivisi in:
– dipartimenti di percorso assistenziale (area critica, medicina e chirurgia, Medicina specialistica, chirurgia specialistica e medicina ad indirizzo geriatrico, cardiovascolare e neurologico, materno infantile, oncologico)
– dipartimenti di servizio (diagnostica per immagini e patologia clinica)
– dipartimenti di filtro/accesso (emergenza-urgenza)
– dipartimento della Prevenzione
4 dipartimenti di coordinamento tecnico scientifico (infermieristico ed ostetrico, tecnico sanitario, salute mentale, dipendenze)
A livello di Area vasta, sono stati previsti più dipartimenti di coordinamento interaziendale. Al momento, l'azienda aretina ha già attivato quello relativo alla riabilitazione.