ROMA – Dietro gli appalti per la Scuola marescialli c'è stato un ''sistema di potere'' che ha agito attraverso una ''utilizzazione spregiudicata di un sistema di relazioni professionali e personali che ha realizzato una rete di interessi intrecciati''. Queste le motivazioni con le quali la Cassazione (sesta sezione penale, sentenza 23427) spiega perché lo scorso 10 giugno ha stabilito che l'inchiesta fiorentina sul G8 'Grandi Eventi' dovesse traslocare a Roma.
La decisione, sollecitata dai ricorsi dell'imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli, l'avvocato Guido Cerruti e l'ex provveditore alle Opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis, si ripercuote anche sull'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci.
Nelle motivazioni Piazza Cavour, nel confermare la legittimità dell'arresto dei tre indagati, spiega che ''il protrarsi della restrizione della libertà personale non può prescindere dalla verifica della presenza quantomeno di un attuale fumus di legittimità della stessa restrizione''. Nessun dubbio, da parte dei supremi giudici, sulla ''sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza'' già riscontrati dal Tribunale della libertà di Firenze lo scorso 25 marzo.
La Cassazione spiega quindi perché l'inchiesta del filone fiorentino debba essere trasferita a Roma. Secondo Piazza Cavour ''le condotte'' per le quali sono indagati Piscicelli, Cerruti e De Santis sono state ''tutte consumate a Roma e non costituiscono autonomi episodi criminosi, legati con il vincolo della continuazione tra loro e con l'accordo iniziale perfezionato il 18 febbraio 2008, ma rappresentano il corrispettivo-utilità per l'attività che in relazione a quell'accordo si stava prestando''. Piazza Cavour fa riferimento in particolare all'affidamento a De Vito Piscicelli e Fusi di appalti nell'ambito di due grandi eventi e al fare ottenere nuovamente alla Btp l'appalto per la scuola dei marescialli; alla ''dazione ricezione di un orologio di marca del valore di alcune migliaia di euro quale corrispettivo per l'attività illecita''; e alla ''nomina di De Santis a provveditore interregionale per le opere pubbliche quale utilità che costituisce corrispettivo per l'attività illecita e strumento per proseguirla''. Il terzo episodio corruttivo, secondo la Cassazione, riguarda ''l'incarico fatto assegnare dalla Btp all'avvocato Cerruti''.
Insomma, secondo la Suprema Corte nella vicenda in questione è configurabile ''una corruzione non a forma contratta ma a forma ordinaria con la conseguente competenza territoriale di Roma dove risultano concretizzati i corrispettivi''.
Essendo stata confermata la legittimità degli arresti, per l'imprenditore Piscicelli restano validi gli arresti domiciliari; per Cerruti l'obbligo di firma e per De Santis la custodia cautelare in carcere.
Intanto, sono arrivati a Roma da Firenze i faldoni contenenti gli atti dell'inchiesta sulla Scuola marescialli dei carabinieri. Il procuratore aggiunto Alberto Caperna e i sostituti Ilaria Calò e Roberto Felici hanno già cominciato l'esame degli atti e proseguiranno anche nel weekend affinché entro il 30 giugno prossimo possano chiedere al gip se confermare o meno i provvedimenti cautelari emessi nei riguardi delle persone coinvolte nell'indagine.
E' probabile che i magistrati romani esaminino anche la posizione dell'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci che è coinvolto nella medesima indagine ma per il quale i difensori non hanno fatto ricorso in Cassazione. Quanto alla competenza a svolgere le indagini a Piazzale Clodio si ribadisce che da un primo esame del carteggio emerge chiara la competenza della Procura di Roma. E' infatti nella capitale che si sarebbe consumato l'accordo dal quale è poi emersa l'ipotesi di reato di corruzione fatta per le persone coinvolte.
Il 6 luglio prossimo a Firenze ci sarà il processo che vede imputati De Santis, Balducci e Cerruti e da questo giudizio emergeranno gli elementi che potranno far concludere ogni discussione sulla competenza a indagare.
Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign