Home Nazionale Addio al Nobel Josè Saramago, lo scrittore portoghese aveva 87 anni

Addio al Nobel Josè Saramago, lo scrittore portoghese aveva 87 anni

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LANZAROTE – E' morto lo scrittore premio Nobel Josè Saramago. Il decesso è avvenuto oggi, alle 12,45 ora locale (le 13,45 in Italia), nella sua casa di Tias (Lanzarote), nelle isole Canarie dove viveva dal 1991 Saramago aveva 87 anni.
L'autore di capolavori come 'Cecità' e 'Memoriale del convento' è stato l'unico scrittore di lingua portoghese a vincere il premio Nobel per la Letteratura, assegnatogli nel 1998. Un enorme riconoscimento per un 'figlio senza terra' nato nel 1922 ad Azinhaga, Ribatejo, a 100 chilometri da Lisbona. Saramago era figlio di un agricoltore poverissimo che, quando il futuro autore del 'Vangelo secondo Gesù' aveva tre anni, si trasferisce nella capitale con la famiglia dove trova lavoro come poliziotto. La biblioteca pubblica è il luogo più frequentato dal giovane Josè costretto a lascaire la scuola per lavorare in fabbrica e aiutare la famiglia.
Gli episodi della sua infanzia e giovinezza Saramago li appunta e li trasforma in 'Piccole memorie', testo pubblicato in Spagna dall'editore Alfaguarra e uscito tradotto in italiano nel 2006. Nel suo romanzo del 1980, 'Una terra chiamata Alentejo', lo scrittore racconta le peripezie di varie generazioni di contadini della sua terra. La carriera di narratore di Saramago inizia nel 1947 con 'Terra do pecado', anche se il secondo romanzo arriva dopo trent'anni di silenzio. Tre lunghi decenni durante i quali il futuro premio Nobel lavora come amministrativo, come assicuratore e poi come direttore di produzione nel campo dell'editoria. Nel '44 aveva sposato Ida Reis, dalla quale però divorzia qualche anno dopo. Fa anche il giornalista, ma il regime di Salazar al quale lo scrittore si oppone, lo censura pesantemente. Nel '69 si iscrive clandestinamente al Partito Comunista portoghese, riuscendo sempre a fuggire alla cattura della polizia politica del regime.
Il secondo romanzo, 'Manuale di pittura e calligrafia', arriva nel '77. Ma negli anni precedenti Saramago pubblica poesie ('Probabilmente allegria', del 1970), cronache, ('Di questo e d'altro mondo', del 1971; 'Il bagaglio del viaggiatore', del 1973 e 'Le opinioni che DL ebbe', del 1974) , cura il quotidiano il 'Diario de Lisboa', e scrive testi teatrali. Solo dopo il 1974, anno della 'Rivoluzione dei garofani', Saramago si dedica completamente alla scrittura dando vita a un nuovo stile letterario – in cui le regole della punteggiatura si perdono in frasi lunghissime – che affiora in 'Manuale di pittura e calligrafia', diventa più preciso in 'Una terra chiamata Alentejo', ma che trova la sua forma definitiva in 'Memoriale del convento' del 1982, un libro che dà a Saramago finalmente il successo.
Il riconoscimento della critica arriva però qualche anno più tardi con 'L'anno della morte di Ricardo Reis', centrato sulla figura del grande poeta portoghese Fernando Pessoa, e 'La zattera di pietra'. Il riconoscimento a livello internazionale arrivera' pero' solo negli anni Novanta, con 'Storia dell'assedio di Lisbona', il controverso 'Il Vangelo secondo Gesù' e il suo capolavoro 'Cecità'.
Le sue polemiche con la Chiesa portoghese, dopo il 'Vangelo secondo Gesu'', lo spingono a lasciare il Paese e a vivere alle Canarie. Le polemiche si inaspriscono ancora di più con l'ultimo romanzo, 'Caino', del 2009, dove lo scrittore critica duramente il Dio cristiano. Saramago ultimamente è stato anche protagonista di una polemica con Israele che gli è valsa l'accusa di antisemitismo. Nel 2006 lo scrittore ha contestato la politica di Israele nei confronti della Palestina affermando che gli ebrei non meriterebbero più ''comprensione per le sofferenze patite durante l'Olocausto''.
La Lega per l'Anti-Diffamazione (ADL), potente associazione lobbistica ebraica per i diritti civili, ha definito queste affermazioni 'anti-semite'. Ma in una lettera scritta da Saramago insieme con John Berger, Noam Chomsky, Harold Pinter e Gore Vidal, gli intellettuali spiegano che le critiche sono rivolte esclusivamente alla politica di Israele e non possono essere tacciate di antisemitismo.
L'anno scorso invece la polemica-rottura con Einaudi, che ha deciso di non pubblicare 'Il quaderno', il libro che raccoglie testi let­terari e politici scritti sul blog dallo scrittore porto­ghese. La casa editrice, che ha pubblicato quasi tutti gli scritti di Saramago, – in un comunicato – ha spiegato le ragioni dietro la scelta: "L?Einaudi ha deciso di non pubblicare O caderno di Saramago per­ché fra molte altre cose si dice che Berlusconi è un 'delinquente'. Si tratti di lui o di qualsiasi altro espo­nente politico, di qualsiasi parte o partito, l'Einaudi si ritiene libera nella critica ma rifiuta di far sua un'ac­cusa che qualsiasi giudizio condannerebbe".

Articlolo scritto da: Adnkronos