AMSTERDARM – E' morta a 100 anni Miep Gies (nella foto), la donna che custodì il diario di Anna Frank. Si è spenta la scorsa notte, all'età di 100 anni, in una casa di riposo dopo una breve malattia, che non è stata resa nota. In tutti questi anni era diventata una sorta di ambasciatore del Diario, impegnata in campagne contro i negazionisti dell'Olocausto.
La Gies era l'ultima sopravvissuta del gruppo di persone che nascosero la famiglia dei Frank nel retro di una casa di Amsterdam fra il 1942 e il 1944. Poche ore dopo la cattura di tutta la famiglia di ebrei tedeschi da parte dei nazisti il 4 agosto 1944, la Gies entrò nel rifugio e raccolse il diario che aveva scritto la figlia adolescente dei Frank, Anna.
I Frank rimasero nascosti fra il 12 giugno 1942 e il primo agosto 1944, assieme ad altri quattro ebrei, il dentista Dussel, e i coniugi Van Daan con il figlio adolescente Peter. Quando arrivarono i nazisti, furono deportati anche Victor Kluger e Johannes Kleigeman, che tuttavia sopravvissero alla guerra.
Miep Gies conservò in un cassetto le carte e il diario di Anna senza leggerlo, sperando di poterglielo restituire. Ma Anna morì di tifo a 15 anni a Bergen-Belsen nel marzo 1945, due settimane prima che il lager fosse liberato. Tornò il padre Otto Frank, che visse a lungo a casa dei Gies e pubblicò il diario con il suo aiuto e da allora la storia di Anna è diventata in tutto il mondo il simbolo della tragedia e l'orrore dell'Olocausto.
Nata il 15 febbraio 1909 a Vienna, la Gies era un'impiegata di Otto Frank, ebreo tedesco trasferitosi in Olanda nel 1933 poco dopo la salita al potere di Adolf Hitler in Germania. Assieme ad altri cinque colleghi aiutò i Frank e altre quattro persone a vivere nascosti nella casa che oggi è stata trasformata in un museo.
"Più di 20mila olandesi aiutarono ebrei ed altre persone bisognose di nascondersi durante quegli anni. Ho fatto soltanto quello che mi era stato chiesto e che allora mi sembrò necessario", scrisse la Gies nel suo libro "Ricordando Anna Frank". Miep rimase vedova nel 1993. Gli sopravvivono il figlio Paul e due nipoti. Fino all'ultimo ha ricevuto lettere sul diario, venduto in milioni di copie in tutto il mondo e tradotto in 46 lingue.
"Ho compiuto 100 anni. E' un'età ammirevole e l'ho raggiunta in buona salute – scrisse la Gies sul suo sito dopo l'ultimo compleanno – quindi è giusto dire che io sia stata fortunata e la fortuna sembra essere stata il filo rosso che ha attraversato la mia vita".
Articlolo scritto da: Adnkronos