Home Attualità Economia Ad Abit.Ar è di scena la fotografia d’arredamento

Ad Abit.Ar è di scena la fotografia d’arredamento

0

Arezzo – Una mostra di fotografia d'arredamento all'interno della Fiera del Mobile Abit.Ar. È quella promossa dalle associazioni fotografi di Cna e Confartigianato dal 23 ottobre al 1° novembre presso Arezzo Fiere e Congressi, dove 22 professionisti esporranno i propri scatti presso il padiglione Petrarca dedicato al “Salone degli Sposi”.
«L'idea di una mostra della fotografia d’arredamento – spiega Luigi Paperini Coordinatore Provinciale dell’Unione Comunicazione di Cna – nasce da un’idea delle associazioni Fotografi per cercare di mostrare il fotografo sotto una luce diversa rispetto allo stereotipo del fotografo di cerimonia. Per questo – continua Paperini– è stata messa in piedi una mostra dedicata alla fotografia d'arredamento, quel tipo di foto, cioè, che può essere concepita come vero e proprio elemento per connotare un interno. I temi sono i più svariati: si va dal ritratto al paesaggio, passando per lo steel life e tutto quello che può valorizzare un'abitazione, un locale, un ufficio. La fotografia d'arredamento è un ambito molto versatile e vario e permette di rifinire ogni ambiente, dandogli un tocco di personalità, eleganza, raffinatezza a seconda dell'occorrenza. Fotograf.ar vuole anche essere un’occasione per portare all’attenzione del grande pubblico la figura del fotografo professionista. “Con l’avvento della fotografia digitale – afferma Gigliola Fontani Coordinatrice Provinciale della Federazione Comunicazione di Confartigianato Imprese Arezzo – è molto facile improvvisarsi fotografi. Ma per esprimere questa forma d’arte non basta una macchina fotografica: occorre competenza, tecnica, sensibilità e costante aggiornamento, qualità che solo un professionista può garantire. Per questo le associazioni si impegnano ogni giorno sul fronte della tutela sindacale, della partecipazione sociale, della rappresentatività presso le istituzioni della categoria dei fotografi professionisti che, orfani di una precisa regolamentazione che disciplini l’accesso alla professione, è costantemente afflitta dal problema dell’abusivismo e della più totale improvvisazione di chi si avvicina a tale attività».