Arezzo – «Suona la campanella ma non per tutti: certamente per gli studenti, non per 200 insegnanti che da ora possono fregiarsi del poco ambito appellativo di “ex”, La perdita dei posti di lavoro che i provvedimenti della Gelmini comportano in tutta Italia, e che solo la propaganda può ribattezzare “riforme”, colpisce purtroppo anche la nostra provincia con cifre allarmanti. Oltre a costituire un duro colpo per centinaia di famiglie in un momento già difficile, preoccupa ulteriormente il segnale dato da questo governo di una precisa volontà politica: la dismissione, se non l’umiliazione, dell’istruzione pubblica. Tutto ciò costituisce un danno nell’immediato ai lavoratori ma rende un pessimo servizio anche per il domani visto che sono le generazioni future, ovvero gli studenti attuali, che vedono indebolito il loro diritto, costituzionale, all’istruzione.
Saremo sempre presenti nel denunciare questi propositi così come saremo a fianco dei precari mobilitati durante l’assemblea che hanno indetto per mercoledì. Perché dare sostegno, fosse anche solo simbolico, in un frangente simile è il minimo per una forza politica democratica e consapevole dei problemi che affliggono gli istituti scolastici della penisola ridotti peraltro, cito l’esempio più eclatante della vergognosa messinscena di Adro, a scuole “padane” in terra leghista.»