Milano – Oggi, domenica 10 ottobre a “Domenica cinque”, la testimonianza esclusiva di Sabrina e Valentina Misseri, le cugine di Sarah Scazzi, figlie dello zio che l’ha uccisa.
In collegamento da Avetrana Sabrina racconta:
“Non siamo andate al funerale perché ci hanno sconsigliato di uscire poiché ci potrebbero essere esaltati. Dicono, infatti, che siamo complici ma non è assolutamente vero.
Sabrina ripercorre le tappe del giorno della scomparsa di Sarah:
“Quel giorno Sarah doveva venire da me per andare al mare. Mio padre dice che Sarah sia entrata nel garage, ma non penso sia vero perché lei non scendeva mai di sua spontanea volontà; forse lui era fuori e le ha detto di entrare chiedendole di dargli una mano. Quando è arrivata la mia amica Mariangela sono scesa dalle scale e mio padre era già fuori, era tranquillo e mi ha detto di non aver visto Sarah. Non mi ha mai dato modo di dubitare di lui. Mio padre era preoccupato per la scomparsa di Sarah e si chiedeva che cosa fosse successo. Avevo brutte sensazioni perché, conoscendo bene Sarah, non poteva essere una fuga volontaria ma non ho mai sospettato che l’assassino potesse essere in casa. Mio padre non ha mai detto niente per difendere me e mia sorella inizialmente accusate. Ha pianto solo dopo il ritrovamento del telefonino; si sentiva che non era più viva.
L’altra cugina Valentina, visibilmente commossa, continua:
“Non sto bene, non stiamo ancora realizzando cos’è realmente accaduto. Non avremmo mai nascosto una simile gravità. Se solo Sarah ci avesse parlato delle brutte intenzioni di nostro padre le avremmo creduto perché lei diceva sempre la verità. Spero che non si dimostri vigliacco anche in questo e che tenti di uccidersi in carcere. Io non andrò a trovarlo in carcere. Mi sembra assurdo che mio padre abbia già provato in passato a molestare mia cugina perché veniva volentieri a casa nostra.
Sabrina prosegue difendendosi dalle accuse di chi le crede complici del padre:
“Penso che la gente sia convinta che abbiamo coperto nostro padre e che eravamo complici, ma non è assolutamente vero. Sono molto ferita perché è sempre stato un padre esemplare ma se avessi saputo questa cosa non l’avrei mai coperto.
Sono d’accordo che debba pagare ma sono contraria alla pena di morte, deve pagare giorno per giorno, lentamente, per quello che ha fatto. Io voglio andare in carcere per vedere con che coraggio mi parlerà e gli chiederò “Come ti è venuto in mente?”
Io non mi sono mai accorta di niente. Credo che abbia fatto da solo. Chi può averlo aiutato e può aver sostenuto un peso così grande?”
La giornalista Ilaria Cavo, in possesso dei verbali della deposizione dell’interrogatorio di garanzia di Michele Misseri aggiunge un particolare agghiacciante: l’uomo, dopo aver gettato Sarah nel pozzo, nei giorni successivi è tornato nel luogo della sepoltura per pregare.