AREZZO – Chi ha avuto la necessità di chiamare il 118, sa bene che l'operatore dall'altra parte del telefono, fa una serie di domande all'utente prima di decidere la forma di soccorso più appropriata da attivare. Un compito non sempre semplice per i professionisti dell’emergenza, ma allo stesso tempo, di fondamentale importanza per la vita di migliaia di cittadini. Ora, da martedì prossimo, con l’installazione di nuove apparecchiature e sofisticati software, al San Donato arriva una autentica rivoluzione che porterà sicuri miglioramenti nel servizio. Si agisce su più fronti: dalla possibilità di individuare il numero chiamante, all’ubicazione esatta del luogo dell’intervento. Dalla possibilità di conoscere sempre ed in tempo reale la posizione di ogni mezzo di soccorso, a quella di collegarsi, in caso di bisogno, con il sistema 118 dell’area vasta della Toscana meridionale.
Ma andiamo per ordine.
Prima novità: l’operatore della centrale potrà vedere sul display del computer il numero del telefono chiamante, il suo indirizzo e l’esatto riferimento nella cartografia elettronica. Un sistema, al momento valido solo per i telefoni fissi, comprese le cabine telefoniche, ma non attivo per i cellulari. Va comunque detto che la stragrande maggioranza delle 26.000 chiamate che arrivano ogni anno alla centrale 118, proviene dai telefoni di casa o delle aziende. “Sapere chi chiama e dove si trova – sottolinea il direttore del servizio Massimo Mandò – fornisce la garanzia di non sbagliare luogo dell'intervento da compiere. Ma, soprattutto, lascia più tempo al colloquio telefonico finalizzato a fotografare al meglio i soccorsi da attuare e fornire le necessarie istruzioni a chi chiama, in attesa dell'arrivo dell'ambulanza o dell'elicottero”.
Il sistema (seconda novità), fornisce anche le coordinate esatte, sia per il Gsm posizionato sulla ambulanze e sull'elicottero Pegaso, sia per la nuova cartografia elettronica disponibile nella centrale. Uno strumento utilissimo, specialmente quando l’intervento è richiesto in zona di confine, in zone montane o impervie.
Altra novità, il modulo di collegamento interattivo tra ambulanze e centrale. Con un sistema di ponti Gsm, sullo schermo cartografico elettronico della centrale vengono visualizzate le posizioni di tutte le ambulanze in servizio, con la conseguente possibilità seguirle, in tempo reale, nei loro spostamenti. Un quadro di riferimento immediato, che consente agli operatori di gestire ogni richiesta di soccorso con rapidità, precisione e, soprattutto, con maggiore possibilità di scelta.
Oltre che nella Asl di Arezzo, il nuovo sistema entrerà in funzione contemporaneamente anche in quelle di Siena e Grosseto. Quindi, tutta l’Area Vasta opererà con i medesimi modelli tecnologici, interfacciati fra loro. Anche questo rappresenta una garanzia di buon servizio, sia in occasione di grandi emergenze, ma anche in caso di interventi in zone di confine fra le tre province: far intervenire una ambulanza “aretina” per un incidente in provincia di Siena, se la zona interessata è prossima al confine, può diventare essenziale per salvare vite umane. L'esempio più calzante è quello del servizio in autostrada, dove i confini non sono facilmente individuabili anche da parte degli utenti che chiamano il 118 ed i caselli di accesso non sono omogenei con i confini provinciali.
“La nuova dotazione tecnologica – precisa Mandò – rappresenta un importante passo in avanti per il nostro lavoro e per la sicurezza dei cittadini. Siamo fra le prime realtà della Toscana a sperimentare questo servizio con una omogeneità in area vasta e tre centrali collegate tra di loro. La stessa Regione osserverà con attenzione i risultati di questo progetto per poi adottarlo in tutto il territorio regionale”.
“Il passaggio pratico al nuovo sistema – precisa l’Azienda sanitaria – non dovrebbe comportare interruzioni di servizio o problemi per gli assistiti. L’unico momento di criticità possibile è rappresentato (martedì mattina) dalla fase di passaggio pratico dalle vecchie linee telefoniche a quelle nuove. In questa fase il sistema rimane muto e quindi il cittadino che chiama potrebbe rimanere in attesa di risposta per un tempo molto breve, che i tecnici stimano in circa due minuti”.

