Home Cronaca Volevano colpire il G8 della Maddalena, arrestati 6 terroristi

Volevano colpire il G8 della Maddalena, arrestati 6 terroristi

0

ROMA – Progettava un clamoroso attentato al G8 della Maddalena, poi spostato a L'Aquila in seguito al terremoto, il gruppo terroristico sgominato questa mattina dalle forze dell?ordine italiane nell?ambito di una vasta operazione disposta dalla Procura di Roma. In totale sono 21 gli indagati, 4 dei quali arrestati per reati che vanno dall'associazione per delinquere a fini di terrorismo, alla banda armata, alla violazione della legge sulle armi.

In carcere, per disposizione del Gip Maurizio Caivano, sono finiti Luigi Fallico, detto 'il corniciaio', di 57 anni, considerato capo del gruppo e sospettato di voler ripristinare la lotta armata, e Bruno Bellomonte di 60 anni, già inquisito a Cagliari per indipendentismo e giunto a Roma ieri per incontrare l'ex brigatista. Ancora nella capitale è stato preso Bernardino Vincenzi di 38 anni.

Il blitz ha riguardato diverse regioni sull'asse Roma-Genova. Nella città ligure è stato arrestato Riccardo Porcile di 39 anni, mentre è in stato di arresto in attesa di convalida Gianfranco Zoia di 55 anni. Altre 15 persone sono invece indagate come fiancheggiatrici del gruppo. A capo dell'organizzazione, come si è detto, viene considerato dagli investigatori Luigi Fallico, le cui responsabilità sono emerse anche attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali fatte dagli investigatori, conversazioni nel corso delle quali Fallico ha anche detto: "Un brigatista non va mai in pensione, muore brigatista". I reati che vengono contestati dai magistrati, in base alle diverse posizioni, sono di associazione a delinquere finalizzata al terrorismo, banda armata e detenzione di armi.

Nell'operazione, scaturita dopo due anni di indagini a cura del procuratore aggiunto Pietro Saviotti e del sostituto Erminio Amelio, è stato trovato un vero e proprio arsenale: il gruppo aveva infatti a disposizione mitragliatori, pistole, detonatori, bombe a mano. In particolare a Porcile, è stata trovata una mitraglietta di fabbricazione croata, esplosivi e una bomba a mano. A un altro arrestato, ma ai domiciliari, Bucciarelli (il nome di battesimo non si conosce) è stata trovata una pistola, mentre una pistola con munizioni è stata sequestrata a Vincenzi. Quanto a Zoia, per il quale si attende l'ordine di arresto da parte del Gip, è stata trovata tra l'altro la scheda telefonica per tenere contatti con Porcile. Oltre a questo materiale, gli investigatori hanno seguestrato materiale informatico e documentazioni cartacee.

Da quanto emerso dall'inchiesta gli investigatori si sono fatti la convinzione che le persone coinvolte nell'inchiesta avessero l'intenzione di portare avanti le loro azioni seguendo il solco tracciato dalle vecchie br. Tra l'altro è emerso che Fallico ha avuto rapporti con Desdemona Lioce della quale era conoscente personale. Sempre gli investigatori sono convinti che per portare avanti la loro attività, abbiano anche fatto opera di autofinanziamento. A indicare questo alcune delle frasi intercettate nelle quali si parlava anche di "ripulire denaro".

Le intercettazioni sono andate avanti per oltre due anni e significativa è quella pervenuta nel gennaio scorso dove si parlava della possibilità di un attentato alla Maddalena in occasione del prossimo G8 poi trasferito, come è noto, in Abruzzo. Dalle indagini è emerso anche che contatti ci sarebbero stati tra Fallico e il vecchio partito dell'unione comunisti combattenti. Alla scoperta di questi elementi siè giunti attraverso una paziente opera d'indagine svolta da polizia e carabinieri, che ha consentito di monitorare la nascita e la crescita di quelli che potevano essere gli obiettivi del gruppo. Sempre dalle indagini sono emersi contatti che il gruppo romano ha avuto con quello milanese, contatti che però, ad un certo punto, si sono bloccati anche in seguito agli sviluppi dell'inchiesta fatta nel capoluogo lombardo dal Pm Ilda Boccassini.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign