AREZZO – “Finalmente un segnale per fare fronte ai problemi infrastrutturali della nostra Provincia, effetto di una generale e storica cecità amministrativa della sinistra aretina a cui negli ultimi anni si è aggiunta la volontà della Regione di far crescere il nord della Toscana a discapito del sud”. Così Stefano Baldi, consigliere comunale Udc, commenta l’annuncio del progetto di una seconda stazione tra Olmo e Rigutino.
“La sudditanza politica delle amministrazioni locali nei confronti dei poteri forti della sinistra regionale – prosegue Baldi – ha fatto sì, per il Comune di Arezzo, che anche il solo parlare di grandi opere rappresentasse una chimera. Ecco perché l’Udc saluta con favore l’annuncio del Sindaco Fanfani di realizzare una seconda stazione lungo la direttissima a servizio della città e del territorio, infrastruttura indispensabile per renderci competitivi e tornare a vantare crediti nei confronti di Trenitalia. Su questo progetto, come sugli altri intorno ai quali ruota il futuro della città e la sua ripresa, sarò sentinella vigile in Consiglio Comunale e mi schiererò a loro favore”.
“È una proposta che l’Udc ha avanzato negli anni e che caldeggia da tempo – ha sottolineato il coordinatore provinciale Udc Lorenzo Zirri. Qual è il senso dell’operazione? La seconda stazione, intersecando la Direttissima, consentirebbe di intercettare la strada ferrata veloce e risparmiare minuti preziosi per gli Eurostar. Cosa succede infatti adesso a questi treni? Escono dalla Direttissima, fermano ad Arezzo e vi rientrano dopo la sosta: per l’intera manovra perdono 18 minuti, un gap che non si possono permettere. La nuova infrastruttura permetterebbe un risparmio di tempo notevole e scongiurerebbe la marginalità di Arezzo in grado così di tornare a pieno titolo nel progetto alta velocità e nel sistema dei trasporti nazionale e internazionale. Se dalle parole si passerà alla concretezza dei fatti, l’Unione di Centro porterà il proprio contributo per la realizzazione della seconda stazione”.
“In ambito provinciale – ha confermato il consigliere Simon Pietro Palazzo – siamo disponibili ad appoggiare il progetto. Con la seconda stazione colmiamo 40 anni di buco infrastrutturale: sapevamo da decenni che sarebbe scoppiata una competizione ferro-aereo all’interno della quale il treno avrebbe goduto certe agevolazioni, se non altro perché garantisce maggiore copertura del territorio. Ebbene, ci siamo presentati all’appuntamento senza una stazione adeguata né tanto meno un aeroporto. Speriamo non sia uno spot elettorale anche perché Arezzo potrebbe diventare la chiave di volta per l’Umbria stessa: attrezzando bene la zona di Cortona-Terontola potremmo intercettare il traffico da Perugia e Terni, mantenendo in vita la loro rete ordinaria e connettendo questa parte d’Italia alla Direttissima che devia, come noto, verso Chiusi e Chianciano”.