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Tassa balzello per le imprese alimentari

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Tassa balzello per le imprese alimentari

''E' bizzarro che, mentre si vara un pacchetto di incentivi per aiutare le industrie automobilistiche in crisi, si dia vita invece a un nuovo balzello per le imprese agroalimentari''.
Così Giovan Battista Donati, Presidente di Confartigianato Alimentazione Toscana e Presidente provinciale di Confartigianato Arezzo, critica il nuovo decreto legislativo con il quale in Italia si e' recepita la direttiva europea sui costi e le tariffe dei controlli sanitari.
''Fino a oggi – spiega Donati – erano le imprese a chiedere servizi al sistema sanitario e, giustamente, pagavano per questo. Adesso il costo dei controlli, peraltro giusti, ricade su tutti. Per questo parliamo di un nuovo balzello”.
Le tantissime aziende, anche piccole, della Toscana dovranno pagare quindi dai 400 agli 800 euro per questo servizio non richiesto. Le aziende alimentari artigiane in Toscana sono 4500. Gli associati Confartigianato interessati da questa normativa in tutta la regione sono 1750 circa. La dimensione aziendale e' la seguente: 90% imprese con da 1 a 3 addetti, mentre il 10% delle imprese e' dimensionata fino ad un massimo di 20 addetti. Per quanto riguarda la provincia di Arezzo le aziende del comparto agroalimentare sono oltre 500 la cui dimensione media si colloca per il 98% nella classe sotto i 20 addetti. Rispecchiando a pieno le caratteristiche della piccola e piccolissima impresa.
''E' assurdo – prosegue Donati – si parla di semplificazione, di riduzione della tasse, di rilancio dell'economia e poi si da vita a provvedimenti del genere. In particolare ci troviamo di fronte a una normativa che, in quanto ispirata da Bruxelles, sembra non avere padri. Ma sappiamo bene che non e' così. I nostri politici devono capire e provvedere''.
Tra i rischi anche quello di un aumento dei costi.
''Al di là della cifra da pagare dovremo fronteggiare nuove complicazioni – conclude Donati – ed e' evidente che tutto questo poi si ripercuota sui prezzi. Specialmente in una regione come la nostra dove l'agroalimentare e' un settore trainante. Per questo diciamo: lo Stato aiuti pure le grandi industrie in difficoltà ma quantomeno non danneggi quelli come noi che con fatica, fantasia e impegno riescono da soli a tenere testa alla crisi. Almeno per ora''.