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Striscia la Notizia: intervista a due Chef Francesi

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Striscia la Notizia: intervista a due Chef Francesi

PARIGI – Nella puntata di “Striscia la Notizia”, in onda stasera, lunedì 18 maggio 2009, un nuovo appuntamento con Fornelli Polemici. A seguito dei servizi di Striscia, “Le Monde” aveva fatto un articolo dove esprimeva i nostri stessi dubbi sulla cucina molecolare. Pareri simili erano stati raccolti non solo in Francia, ma anche in Spagna e in Olanda.

L’inviato Max Laudadio torna a Parigi per raccogliere altre due importanti testimonianze: gli chef francesi Alain Dutournier (del ristornate Carre’Des Feuillants) e David Rathgeber (del ristornate l’Assiette).

“Penso che l’uso di additivi sia molto perverso, ovviamente pericoloso per la salute e inoltre altera i sapori-“dichiara i microfoni di Striscia Dutournier- “Non capisco come noi cuochi, che siamo un po’ i leader del gusto, della nutrizione, possiamo entrare in questa perversità della chimica per giocare a fare i David Copperfield e la prestidigitazione del cibo. Credo che all’inizio l’idea dei cuochi molecolari fosse stata quella di introdurre una reazione contro la cucina tradizionale dei ristoranti della Spagna”.

E aggiunge: “Ho assaggiato piatti della cucina molecolare e nel bel mezzo del pasto sono dovuto uscire nel parcheggio perché credevo di morire sul cofano di un’auto: non riuscivo più a respirare, non riuscivo più a far niente, eppure non avevamo bevuto. Un’ora dopo, tre amici che facevano i gradassi e mi prendevano in giro, per poco non venivano ricoverati. Anche la cucina industriale e’ un orrore. La gente crede di mangiare prodotti naturali ma mangia roba chimica. Ad esempio, se si leggono gli ingredienti della farina che si utilizza per preparare il pane, ci si spaventa. Forse bisognerebbe creare un’etichetta europea che escluda completamente la presenza di prodotti pericolosi per l’essere umano”.

David Rathgeber, chef del ristornate l’Assiette, è dello stesso avviso: “Non utilizzo nessun additivo nella mia cucina. Penso che i consumatori debbano essere al corrente di quello che trovano nei loro piatti. E’ molto importante. Ritengo che occorra una normativa che imponga agli chef che utilizzano questi prodotti di informare i clienti di ciò che mangiano per essere liberi di pensare da soli, di decidere”.

E conclude: “Con gli additivi penso che si possa parlare di clonazione della gastronomia, del prodotto. Si tratta di un business molto grosso. Sfortunatamente, oggi tutti i giovani chef che escono dalle scuole si mettono a fare questa cucina e non hanno alcuna base culinaria. e’ il caos”.