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Stop ai fondi per la banda larga

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ROMA – Lo stop del governo agli 800 milioni previsti dal piano Romani sulla banda larga, continua a provocare reazioni. "L'investimento sulla banda larga è una misura condivisa da tutti, imprese, enti locali, maggioranza e opposizione", dichiara Paolo Gentiloni parlando con l'ADNKRONOS a margine dell'Assemblea nazionale del Pd. "Penso che la chiusura del governo – spiega – possa essere superata anche perché già nei mesi scorsi era stata avanzata una richiesta in questo senso al governo dal presidente della commissione Trasporti della Camera. Ora io riproporrò questa iniziativa bipartisan e spero che il governo cambi idea".

"E' evidente -aggiunge Gentiloni- che le motivazioni del governo non sono valide perché tutti i Paesi occidentali fanno interventi per finanziare la banda larga proprio durante i periodi di crisi, perché investire sulla banda larga crea occupazione e contribuisce a rimettere in moto l'economia. Quindi al governo dico: piuttosto che investire per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, in periodo di crisi si investa sulla banda larga".

Gentiloni sottolinea come già da adesso si sta attivando per raccogliere consensi su questa iniziativa e che la raccolta effettiva delle firme a sostegno della mozione avverrà in Parlamento alla ripresa dei lavori di Aula a Montecitorio, prevista per lunedì prossimo.

Dello stesso avviso il senatore Francesco Ferrante (Pd): "Mentre si stanziano miliardi di euro per opere faraoniche di dubbia utilità, si lascia nel cassetto un progetto che, con un investimento complessivo di 1,5 miliardi, porterebbe a un incremento del Pil di 2 miliardi, previsioni diffuse dal governo stesso, attraverso il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani nei giorni scorsi". Da qui Ferrante trae una morale: ''In tempo di crisi non si investe sul futuro".

Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign