Roma – Sbarca in prima pagina sul quotidiano britannico 'Financial Times' la vicenda dei due yacht, forse destinati al dittatore nordcoreano Kim Jong-il, sequestrati dalla Guardia di Finanza nei cantieri di Viareggio. La vicenda è apparsa nei giorni scorsi su alcuni quotidiani italiani.
Stando al quotidiano finanziario della city, il contratto di vendita era di circa 12,5 milioni di euro. Il costruttore Azimut-Benetti, si legge, non è accusato di nulla nelle indagini alle quali ha collaborato pienamente.
In aprile i media sudcoreani, riporta Ft, avevano riferito che gli yacht e i sospetti degli italiani sugli ordinativi, compreso il congelamento del deposito pari al 50% del valore totale delle due barche, erano al centro dell'agenda di Chang Sung-taek, il potente cognato del leader nordocoreano in viaggio in Europa. Funzionari dell'intelligence non hanno potuto confermarlo, conclude il quotidiano britannico, ma hanno detto che è possibile che Chang sia venuto in Europa.
In una nota il viceministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, Aldolfo Urso, ha spiegato che ''il ministero dello Sviluppo Economico, competente per la gestione degli embarghi commerciali, ha tempestivamente bloccato l'esportazione delle due imbarcazioni, impedendo così la violazione dell'embargo e, allo stesso tempo, si è adoperato per non danneggiare l'impresa italiana produttrice (Azimut Benetti Spa) che non era consapevole del destinatario finale''.
''Si è ritenuto opportuno, in accordo con l'impresa – sottolinea Urso – far risolvere i contratti restituendo all'impresa stessa la proprietà degli yacht, mentre la somma versata per l'acquisto – 12,5 milioni di euro già incassati dall'impresa italiana meno l'eventuale somma per il risarcimento del danno – verrà confiscata dal governo''.
Il sequestro dei mezzi, rileva Urso, ''è avvenuto in seguito all'applicazione del regolamento comunitario 329 del 2007 relativo a misure restrittive nei confronti della Repubblica Democratica Popolare di Corea – in attuazione della risoluzione Onu 1718 (2006) – che all'art. 4 fissa un divieto di esportazione di 'veicoli di lusso per il trasporto terrestre, aereo o marittimo di persone, loro accessori e pezzi di ricambio'. Le imbarcazioni sequestrate dalla Guardia di Finanza, essendo certamente natanti di lusso, rispecchiano precisamente la fattispecie prevista dall'embargo''.