AREZZO – Nella Sala dei Grandi della Provincia si è svolto il convegno dal titolo “I gemellaggi come sviluppo dei rapporti tra i popoli” dove i rappresentanti di 4 Comuni della provincia di Arezzo hanno raccontato ai delegati polacchi provenienti da Oswiecim le loro esperienze. A moderare l’incontro, il Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Caroti che per l’occasione ha seduto nello scranno occupato abitualmente dal suo omologo provinciale Giuseppe Alpini coinvolto come relatore per essere stato Sindaco di Castiglion Fiorentino.
“Sostituisco l’attuale primo cittadino in questo momento in Perù – ha esordito Alpini – in uno dei tanti progetti di solidarietà nei quali il nostro Comune è impegnato, specie in Africa e America Latina. Castiglion Fiorentino ha un gemellaggio con la città andalusa di Ronda. Perché ne abbiamo scelto una a più di 2.000 chilometri di distanza? Primo perché la Toscana era già gemellata con l’Andalusia poi, approfittando di una sua visita a Castiglioni, ci siamo fatti consigliare dal console onorario di Spagna, convinti come eravamo, e come siamo, che stringere rapporti con realtà diverse dalla nostra porta a crescita reciproca. Siamo entrambi latini e mediterranei, favoriti dunque nei rapporti da questa comune caratteristica oltre che dalle affinità linguistiche: abbiamo così limitato al massimo l’aspetto istituzionale per incoraggiare il contatto fra le popolazioni, soprattutto giovani e donne.
Ogni anno, studenti del nostro liceo scientifico e dell’istituto ‘Martin Ribero’ di Ronda si incontrano in Italia e in Spagna. Il gemellaggio si rafforza con scambi tra le associazioni femminili delle 2 città. A Ronda esiste grazie a questo gemellaggio una classe di italiano, unica in Spagna, come al liceo di Castiglion Fiorentino ne esiste una di spagnolo. Il loro gruppo folcloristico di flamenco e i nostri sbandieratori si scambiano frequenti visite. Presso un notaio spagnolo abbiamo poi costituito un’associazione culturale composta da cittadini di Ronda e cittadini castiglionesi perché prosegua comunque l’esperienza a prescindere dall’alternanza e dal cambio di amministrazione”.
Cristina Piattelli consigliere comunale con delega ai gemellaggi del Comune di Pergine Valdarno ha ricordato il progetto “Cultural village of Europe” nato nel 1996 quando città europea della cultura venne proclamata Copenaghen. “Quell’anno, un villaggio danese si auto-proclamò ‘villaggio europeo della cultura’, esempio seguito 3 anni dopo da un villaggio olandese i cui amministratori provarono a ricercare altri 10 villaggi in Europa rappresentativi di altrettanti Stati. E scelsero Pergine Valdarno. L’idea fondamentale di ‘Cultural village of Europe’ è dimostrare che anche un piccolo paese è in grado di richiamare interesse turistico grazie a specifiche attrattive e stile di vita mentre lo spirito è quello di valorizzare la vita nei piccoli Comuni europei in contrapposizione alle grandi città spesso caotiche. Così annualmente, i villaggi ospitano gli abitanti degli altri 10, grazie alla disponibilità delle famiglie del luogo che fanno conoscere aspetti quotidiani, folcloristici, turistico-culturali, culinari. Nel 2002 è stata la volta di Pergine Valdarno. Qui, oltre 500 cittadini europei nell’arco di 10 fine settimana hanno trovato alloggio presso 70 famiglie.
I villaggi devono scegliere un tema portante: la donna, l’ambiente, lo sviluppo sostenibile. Pergine ha optato per le relazioni sociali. Dopo il 2002 è nata l’associazione ‘Pergine villaggio culturale d’Europa’ che ancora oggi organizza scambi culturali tra famiglie di Pergine ed europee e il gruppo folk Arcobaleno che diffonde la tradizione toscana del ballo e del canto tipico. L’anno prossimo il progetto finirà ma tutti gli 11 villaggi si sono già resi disponibili a proseguire il percorso in forme nuove”.
Riccardo La Ferla vice Sindaco di Anghiari: “Siamo un Comune piccolo di 6.000 abitanti, di antichissima tradizione storico-culturale, con un borgo antico molto vissuto, che ha stretto negli ultimi 10 anni 3 gemellaggi. Il primo è nato dall’esperienza dell’emigrazione: dopo la Seconda Guerra Mondiale numerosi anghiaresi emigrarono in Argentina, a La Plata. Il legame degli emigranti con la terra di origine è rimasto però molto solido. Così è nato il gemellaggio Anghiari-La Plata che ha portato addirittura a un progetto finanziato dall’Unione Europa con l’erogazione di 100.000 euro con i quali sono stati posti in essere circoli di studio che hanno realizzato pubblicazioni e rappresentazioni teatrali e musicali partite dalla raccolta di memorie degli emigranti e dei loro figli. Dal 1998 questi circoli di studio proseguono un bel lavoro.
Nel 2005 abbiamo sottoscritto un gemellaggio nel segno stavolta dell’amore: ci siamo accorti che molti anghiaresi sono sposati con ragazze russe, specialmente di Vladimir, l’antica capitale del 1200, attualmente di 300.000 abitanti. Nonostante la ‘sproporzione’ con Anghiari, il gemellaggio funziona con risvolti anche in campo economico e commerciale tanto è vero che alcuni imprenditori anghiaresi hanno aperto attività nuove in Russia e, viceversa, artigiani di Vladimir hanno partecipato alla mostra dell’artigianato di Anghiari che funziona da 35 anni.
Ultimo esempio: dall’ottobre 2009 abbiamo un gemellaggio con Beit Shaul, nei territori palestinesi, fondato sull’artigianato del legno che ha tradizione forte ad Anghiari. Pensiamo al restauro del mobile antico. Vogliamo attivare corsi di formazione nelle scuole palestinesi che portano avanti il medesimo mestiere, specialmente lavori con il legno di olivo”.
Gianni Verdi, Sindaco di Pratovecchio, partendo dall’assunto che “ogni gemellaggio è storia di dialogo”, ha invitato i presenti polacchi a interloquire con lui. “C’è un perché in questo mio approccio: il gemellaggio tra Pratovecchio e Uffenheim dura da 30 anni ma quando è nato non era facile parlarsi tra italiani e tedeschi, la guerra era vicina nel tempo e un ex ufficiale delle SS viveva addirittura a Uffenheim. Oggi, tuttavia, posso dire che nel paese tedesco ho 5.000 amici. Questo è più importante del commercio e del turismo. In questo momento sto vivendo un’esperienza molto evocativa grazie alla delegazione polacca perché credo che fare politica non possa prescindere dalla conoscenza di ciò che è stato e rappresenta Auschwitz”. E dopo avere chiesto i nomi di battesimo dei presenti nella prima fila, Verdi ha affermato che “quando tornerò a casa dopo stamani dirò alle mie figlie che alcuni nuovi amici ci hanno invitato a Oswiecim a condizione che noi li invitiamo a casa nostra. Sono certo che, se lo faremo, la nostra amicizia durerà più di 30 anni”.
Il Sindaco di Oswiecim Janusz Marsalek ha sottolineato l’apertura del Sindaco di Pratovecchio: “Se non nascono vincoli emozionali fra persone che parlano lingue diverse arriviamo a nulla. Oswiecim ha messo in piedi vari gemellaggi e collaborazioni a livello istituzionale con alcune città tedesche: Auerbach, Breisach, Kerpen, conosciuta magari per essere luogo di nascita di Michael Schumacher ma per noi è più importante pensarla come partner importante nel segno della pace tra i popoli. Ricordo poi il gemellaggio con una cittadina francese vicina a Tours, con l’ucraina Sambor e adesso siamo qui per sperimentare concretamente una nuova emozione grazie ad Arezzo. Sono convinto che assieme eviteremo il ripetersi in Europa della tragica esperienza dei campi di concentramento del Terzo Reich perché uniti possiamo con forza esprimere un approccio che dice sì alla vita e rifiuta la cultura della morte”.
Nel pomeriggio seconda sessione di convegno nella sala consiliare del Comune di Arezzo. Titolo: “La pace come condizione per lo sviluppo economico e umano delle comunità”.