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Pirateria, 199 arrembaggi nel 2008

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TORINO – Mari sempre più insicuri, sono tornati i pirati. Nei primi nove mesi del 2008 sono stati 199 gli episodi di arrembaggio, di cui 60 solo nel golfo somalo di Aden con una media di pagamenti dei riscatti che si aggira tra i 18 e i 30 milioni di dollari. Il risultato? Un aumento dei costi per le compagnie di trasporto a causa dell'innalzamento delle assicurazioni di circa lo 0,5% su un valore di carico tra i 10 e i 100 mila dollari.

Sono alcuni dei dati delle Nazioni Unite forniti ieri in occasione della Conferenza Internazionale sulla pirateria marittima promossa dallUnicri che si è svolta a Torino alla presenza di rappresentanti della Nato, diplomatici, vertici degli stati maggiori navali e dei servizi segreti, responsabili delle compagnie di trasporto privato e delle assicurazioni internazionali, fra cui il numero due delle forze navali Usa in Africa, ammiraglio Robert Moeller, il capo dell'intelligence malesiana, Ali Zulkifli e il direttore dell'Ufficio Marittimo Internazionale, Pottengal Mukundan.

''Dall'incontro – ha spiegato il direttore dell'Unicri, Sandro Calvani – è emersa la necessità di una maggiore integrazione internazionale, di uno scambio di buone pratiche e di qualche forma di collegamento nei modelli di comunicazione. La risposta militare è necessaria ma non sufficiente – ha aggiunto – sono necessarie alleanze internazionali per questo oggi abbiamo riunito tutti quelli che hanno interesse e capacita' in questo settore perché è necessario che tutti quelli che vogliono dare una risposta si conoscano, conoscano le buone pratiche e si mettano in rete''.

A proposito delle diverse piraterie che agiscono in aree geografiche differenti l'ammiraglio Luciano Callini della Marina italiana ha osservato che ''non esiste fra loro un collegamento, così come al momento non c'è un collegamento fra la pirateria e il terrorismo. Diciamo che il rischio c'è ma non la certezza. Per quel che riguarda il ruolo dell'Italia – ha proseguito l'ammiraglio – la Marina italiana ha iniziato a operare contro la pirateria nel Corno d'Africa già nel 2005 e ora si sta preparando all'invio di una unita' nel prossimo futuro''. A proposito, poi, della situazione in Somalia dall'incontro di ieri è emerso che finché non si risolverà la situazione di instabilità politica di quel Paese sarà difficile trovare una soluzione difinitiva a un fenomeno che è stato l'effetto proprio di questa instabilità.

Infine circa le minacce di un possibile attacco pirata a una nave militare l'ammiraglio Moeller ha osservato che ''si tratta di una dimostrazione di audacia che si spiega anche col fatto che finora non è stato fatto abbastanza per contrastare la pirateria e quindi per loro il livello di rischio è molto basso. Incontri come quello di ieri – ha aggiunto – mirano a promuovere interventi della comunità internazionale per rispondere a questi attacchi. E' chiaro – ha concluso – che se ci fosse un attacco a una nave militare la risposta sarebbe quella di una nave militare''.