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‘Pali’: Ritorna a Terranova Bracciolini la coppia Scimone–Sframeli

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‘Pali’: Ritorna a Terranova Bracciolini la coppia Scimone–Sframeli

TERRANOVA BRACCIOLINI – Ritorna a Terranuova Bracciolini la coppia Scimone – Sframeli a due anni di distanza dalla rassegna antologica che il teatro le dedicò registrando un grande successo di pubblico e di critica.
Il nuovo spettacolo, “Pali”, andrà in scena alle Fornaci domenica 22 Novembre alle ore 21.15 (Info: www.comune.terranuova-bracciolini.ar.it, 0559194722).
A proposito di questo nuovo lavoro Sergio Capitta sul Manifesto ha scritto:
(…) nuovo testo di Spiro Scimone, uno dei più interessanti e apprezzati autori teatrali di oggi che è stato capace di ottenere per le sue opere riconoscimenti importanti in tutta Europa. (…) Scimone autore torna dunque con questo nuovo Pali anche sulla scena insieme al suo fido socio Francesco Sframeli. (…) Eccoli lì i due attori (…) appesi a due pali laterali Scimone nell’impotenza rivendicata di un Senza mani, (…) Sframeli nella camicia e scarpe rosso fuoco della Bruciata (…) Maschile e femminile appesi al palo del Calvario che rimandano a quelli dei ladroni evangelici. (…) L’occhio di Scimone, anche attraverso una lingua padroneggiata e ironizzata nella rincorsa di luoghi comuni, scruta e denuncia. Ma non ripone fede in alcun miglioramento (…) Per questo non resta altro, al momento, che rifugiarsi, prendendo distanze e precauzioni, sulla aguzza scomodità dei pali.
Lo spettacolo si avvale della regia di Francesco Sframeli ed è interpretato, oltre che da Scimone e Sframeli, da Salvatore Arena e Gianluca Casale.
Dal 24 Novembre, segnaliamo, che il teatro Valle di Roma bisserà l’esperienza terranuovese presentando l’intera produzione della coppia siciliana.

Spiro Scimone
Nel 1994, scrive l'opera prima Nunzio, da lui stesso interpretata accanto a Francesco Sframeli, con la regia di Carlo Cecchi con cui Scimone inizia una feconda collaborazione. Scimone e Sframeli, come attori, sono anche protagonisti della Trilogia Shakespeariana (Amleto nel 1996, Sogno di una notte di mezza estate nel 1997 e Misura per misura nel 1998) che Cecchi mette in scena al Teatro Garibaldi di Palermo. Grazie all'invenzione di un nuovo linguaggio teatrale, in cui lunghe pause cadenzano le sonorità del dialetto messinese in un'atmosfera beckettiana, Scimone con tagliente e tragica ironia conquista pubblico e critica: nel 1994 vince il Premio Idi nuovi autori, nel 1995 la Medaglia d'oro Idi per la nuova drammaturgia e nel 1997 il Premio Ubu come nuovo autore. Due anni dopo, nel 1999, scrive La festa, testo rappresentato con la regia di Gianfelice Imparato. Con La festa, Scimone ottiene l'autorevole riconoscimento della Comédie-Française che presenta in cartellone la pièce, tradotta in francese da Valeria Tasca e con la regia di Galin Stoev.
Due amici, il film realizzato da Scimone con l'inseparabile Francesco Sframeli nel 2001 e prodotto da Medusa, vince nel 2002 il Leone d'Oro al Festival del Cinema di Venezia per la migliore opera prima. Il film, ancora in stretto dialetto messinese, è ispirato al primo lavoro teatrale Nunzio (1994) che consacrò l’unione artistica della compagnia Scimone Sframeli.