PECHINO – Il presidente americano Barack Obama ha esortato l'omologo cinese Hu Jintao ad aprire colloqui con il leader spirituale tibetano in esilio, il Dalai Lama. "Abbiamo detto che pur riconoscendo che il Tibet fa parte della Repubblica popolare cinese, gli Stati Uniti sostengono una rapida ripresa del dialogo fra il governo cinese e rappresentanti del Dalai Lama per risolvere ogni preoccupazione e dissidio che possa esservi tra le parti", ha detto Obama ai giornalisti dopo l'incontro con Hu.
Al presidente cinese, il capo della Casa Bianca ha anche ricordato "la convinzione fondamentale americana che tutti gli uomini e le donne abbiano certi diritti universali". Le due parti hanno poi convenuto di aprire un dialogo bilaterale sui diritti umani all'inizio dell'anno prossimo. Obama è stato criticato in patria per non aver ricevuto il Dalai Lama in occasione della sua recente visita negli Stati Uniti. La guida spirituale tibetana sarà domani a Roma, dove incontrerà il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Da Pechino Obama ha anche espresso oggi l'auspicio che al vertice sul clima di Copenaghen esca un accordo "con effetto operativo immediato". "Le maggiori sfide del 21esimo secolo, dal cambiamento climatico alla proliferazione nucleare fino alla ripresa economica, sono sfide che toccano entrambe le nostre nazioni, e sfide che nessuna delle nostre nazioni può risolvere da sola", ha detto Obama in dichiarazioni rilasciate ai giornalisti al termine del suo incontro con il presidente cinese Hu Jintao.
A Copenaghen, ha aggiunto il presidente americano, "il nostro obiettivo non è un accordo parziale o una dichiarazione politica, ma un accordo che copra tutte le questioni dei negoziati e che abbia un effetto operativo immediato".